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Adescava ragazze e le perseguitava, ecco i messaggi del molestatore

Messaggi inquietanti, chiamate, anche di notte, e minacce continue.

Adescava ragazze e le perseguitava, ecco i messaggi del molestatore.

Adescava ragazze e le perseguitava, ecco i messaggi del molestatore

BUCCINASCO – Nel 2012 una ragazzina di 14 anni aveva provato a togliersi la vita, buttandosi dal terzo piano. Ne era uscita viva, ma con danni permanenti. Aveva tentato di uccidersi, perché la morte era l’unica via di uscita, nella sua testa, dalle minacce e molestie del suo aguzzino. Giacomo Morandi, 28 anni appena compiuti, di Buccinasco, per quella storia era finito in carcere.

Carcere e domiciliari

C’era rimasto quattro anni, poi altri due li aveva passati ai domiciliari (che aveva evaso). Persino in cella gli avevano trovato materiale pedo-pornografico. Ma gli anni di galera non hanno fatto cambiare abitudini al giovane, anzi. Appena uscito ha ricominciato con la sua attività preferita. Nel buio della sua cameretta, a casa dei genitori, tra i poster di Laura Pausini, coltelli e una pistola a piombini che sfoggiava nei selfie su Facebook, adescava ragazze, giovanissime, anche minorenni, in rete.

Il modus operandi

Spiava i loro profili, elaborava schede tecniche dettagliate carpendo informazioni attraverso quello che pubblicavano, foto, post, localizzazioni. Usava le informazioni raccolte, poi, per minacciarle, intimidirle, ricattarle. Almeno venti i casi su cui i carabinieri stanno indagando. Tre le ragazze che hanno trovato la forza di denunciare: due ventenni, di Buccinasco e Assago, e una 23enne di Vimodrone. Le agganciava sui social, a volte su piattaforme di giochi online come League of Legends, il suo videogioco preferito. Si mostrava comprensivo, gentile, ascoltava le loro debolezze e fragilità.

“Se non mi mandi le foto nuda …”

Ma durava poco il comportamento cordiale: “Se non mi mandi tue foto nuda vengo a prenderti dove sei. Conosco casa tua, dove abiti, vengo e ti violento davanti a tutti”, minacciava le ragazze che rifiutavano di ricambiare l’invio di immagini sessuali, come era solito fare lui (e non richieste). “Ti faccio la festa – scriveva alle vittime –. Puoi supplicare aiuto ma quando arrivo io nessuno sarà vicino a te”.

Minacce di morte ai familiari

Minacce che non rivolgeva solo alle vittime: quando le ragazze tentavano di bloccarlo sui social, rimuovendolo dai contatti, lui scriveva ad amici e parenti delle giovani, tentando di infangarle e intimidendo con minacce anche di morte i famigliari. “Di’ a tua sorella di sbloccarmi, altrimenti la trovo, so dov’è, e la pugnalo al seno così le viene un’infezione che la farà morire, poi le taglio tutto il corpo, un pezzo alla volta. Altrimenti taglierò un pezzo alla volta anche te, e poi spedisco tutto a tua sorella. Prepara il vestito nero”.

Si presentava nei posti di lavoro

Messaggi inquietanti, chiamate, anche di notte, e minacce continue. Morandi passava ore davanti al pc: disoccupato, occupava il tempo a fare ricerche sulle sue vittime, oppure su siti di pedopornografia. Tra le sue prede, anche due 14enni di Roma, a cui aveva chiesto di mandargli foto nude. Se non bastavano le minacce verbali, proseguiva inviando foto di armi e pistole, promettendo di usarle. Adescava ragazzePoi, si presentava nei posti di lavoro delle ragazze, si faceva delle foto, a testimonianza della sua presenza, e le intimidiva. “Hai voluto sfidare il diavolo”, diceva alle giovani che erano ormai terrorizzate dal ragazzo, responsabile di averle gettate in uno stato di ansia e paura continuo, tanto da modificare il loro modo di vivere: non uscivano più da sole, per paura di trovarselo davanti. “Sono certo che ti piacerà: appena ti vedo ti farò tanto di quel male fisico, sei solo una puttana, quindi ti piacerà quello che ti farò”, diceva alle vittime.

Incastrato e arrestato dai carabinieri

A mettere fine alle loro paure, ci hanno pensato i carabinieri di Buccinasco guidati dal comandante Vincenzo Vullo: grazie a indagini serrate ma rapide, i militari lo hanno incastrato e arrestato, raccogliendo tanto materiale da convincere subito il giudice a firmare l’ordine di arresto immediato. Troppo rischioso, per un soggetto di cui il giudice ha sottolineato la reiterazione del reato e la pericolosità, lasciarlo agli arresti domiciliari, da dove avrebbe potuto continuare a molestare e adescare le ragazze. E, considerando i tragici precedenti, il pericolo che le giovani potessero subire conseguenze irreparabili era troppo concreto. Ora Morandi è in cella, lontano da loro. Sperando che la paura, almeno quella, possa passare.

Francesca Grillo

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