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Cronaca Rozzano -

Addio al piccolo Lele youtuber: Inseguite i vostri sogni ragazzi.

Si faceva chiamare Lele Joker, aveva 9 anni e sognava di fare lo youtuber. Lo stesso sogno di milioni di ragazzi che aspirano a diventare star della rete.

lele youtuber

Addio al piccolo Lele youtuber: “Inseguite i vostri sogni ragazzi”.

Addio al piccolo Lele youtuber: Inseguite i vostri sogni ragazzi.

PIEVE EMANUELE – Aveva sogni grandi, in quel corpicino piccolo, devastato da una malattia che è dannazione immeritata. Si chiama neuroblastoma, è un tumore del sistema nervoso, che non lascia scampo. E non l’ha lasciato neanche al piccolo Gabriele.

“È volato in cielo”, ha detto la sua famiglia.

Una tragedia annunciata, che non ha lasciato speranze neanche in un miracolo. Si faceva chiamare Lele Joker, aveva 9 anni e sognava di fare lo youtuber. Lo stesso sogno di milioni di ragazzi che aspirano a diventare star della rete. Un po’ ci era riuscito, con quei 120mila follower che non lo dimenticheranno. Si metteva davanti allo smartphone e registrava pensieri e riflessioni dall’alto dei suoi nove anni che farebbero impallidire gli adulti. Si dispiaceva di non riuscire a registrare tanti video come avrebbe voluto, ma in quelli che poi metteva in rete grazie all’aiuto del papà (“e lo ringrazio immensamente”, diceva), parlava di sogni.

“Voglio fare il dottore”

Quella passione, ma la voglia di fare il dottore da grande. “E ce la farò, perché è il mio sogno. E voi, ragazzi, dovete inseguirli i vostri sogni. Io prenderò la laurea, perché voglio aiutare le persone a stare meglio. Come ora io non sto bene, voglio aiutare chi non sta bene”. Diceva che inseguire i sogni fa bene, “perché il nostro cervello ha bisogno di sapere. E il sapere è potere”.

E poi l’ironia, la sana ingenuità di un bambino di 9 anni.

“Vuoi fare l’autista? Ecco, tu che mi guardi ora e vuoi guidare, ti piace farlo, ce la puoi fare. Certo, prima devi prendere la patente”. Vicino a Lele, sempre mamma e “papi. Papi, sei d’accordo che bisogna seguire i propri sogni?”. E papà annuiva, diceva “sì, amore” mentre lo accompagnava sulla sedia a rotelle in giro per l’ospedale e gli sorrideva sempre. “C’è una bambina con cui potrei fidanzarmi”, scherzava mentre riprendeva le camere dell’ospedale dove seguiva le cure, dove i medici provavano a salvargli la piccola vita. “Peccato che è americana, se parla italiano però mi ci fidanzo”, scherzava.

Scherzava sempre, ma con un’intelligenza rara

Di quelle che solo la sofferenza riesce a regalare. Amava la pizza, gli mancava il cibo italiano quando era in America per le cure. “Mi piacciono più le cozze delle patatine fritte”, diceva ridendo. Amava il colore nero e parlava di amore, amore per i piccoli, che “è quando una persona bacia l’altra persona, e poi fanno un figlio, baciandosi. Non so cos’è l’amore per i grandi, ma per i piccoli è così. Baciarsi. Mamma, cos’è l’amore per te?”. La mamma si allontana un attimo, torna con la foto di Gabriele. Lele sorride. “Ecco, per mia mamma l’amore sono io. Lei mi ama, e io amo lei e mio papà e i miei fratelli”.

“Lui direbbe: bella tutti ragazzi, questo video finisce qui, ci vediamo in un prossimo video”

Così hanno scritto mamma e papà, chiudendo il messaggio con lo smile, il sorriso bello di Gabriele. Diceva che il suo youtuber preferito era Stepny, in un’improvvisata intervista doppia con il fratellino di 11 anni, Luca. Che alla stessa domanda non ha esitato un istante: “il mio youtuber preferito? Gabriele”. E Lele sorrideva, sorrideva sempre.

Anche quando diceva “ieri non ho potuto fare video perché sono stato male, vero mami?”. E la mamma gli sorrideva e faceva sì con la testa. “Io sto inseguendo il mio sogno – diceva sempre –. E se non ci riesco? Fa niente, intanto ci sto provando e potrò dire ci ho provato”. E ci è riuscito. In quei video immortali, il suo sorriso grande non potrà essere dimenticato.

Francesca Grillo

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