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“Sono Stefania Modicamore, artista”. La mostra in Villa Marazzi

Il commento commosso di Nadia Landoni e del sindaco Simone Negri all'inaugurazione della mostra.

“Sono Stefania Modicamore, artista”. La mostra in Villa Marazzi.

“Sono Stefania Modicamore, artista”. La mostra in Villa Marazzi

CESANO BOSCONE – La sala era piena. “Stefania è qui, con noi. Mica in un letto di ospedale”, sorrideva qualcuno. E in effetti nella Sala delle Carrozze di Villa Marazzi c’era tanta gente.

Tanta gente per Stefania

Amici, persone che hanno avuto il privilegio di incontrare nelle loro vite Stefania Modicamore che aveva per tutti un sorriso e un pensiero gentile. Un messaggio della buonanotte e uno del buongiorno, per tutti. Quando si presentava a qualcuno, diceva sempre: “Sono Stefania, sono un’artista”. Lo era davvero, di quelle che mettono l’amore in ogni tela.

La notizia terribile a due giorni dalla mostra

Il suo sogno era di vederle esposte quelle opere piene di vita, lei che non aveva avuto una vita fortunata, ma felice, perché circondata da persone che le vogliono bene, la stimano, soprattutto come artista. La notizia, terribile, è arrivata a due giorni dall’inaugurazione della mostra: Stefania è in coma irreversibile. Ma sabato c’era anche lei, in mezzo a quei colori, a quelle forme che ricordavano i protagonisti del cubismo, movimento che Stefania amava.

Sabato in villa Marazzi l’inaugurazione della mostra

Una passione che ha messo nella “mano”, una scultura esposta alla Triennale di Milano, apprezzata e considerata una delle creazioni migliori della giovane artista. Sabato c’erano i colori caldi degli alberi in autunno, con le foglie rosso fuoco, come i tramonti nei suoi paesaggi africani. E poi il quadro della carrozzina, il mezzo che richiama alla mente un’idea di costrizione, ma che per Stefania era invece lo strumento di libertà, sui cui poteva muoversi, uscire, guardare i colori della vita che lei era così brava a mettere su tela.

Emozioni su tela

Emozioni che riusciva a trasmettere con naturalezza, grazie all’aiuto dei volontari dei laboratori dell’Istituto Sacra Famiglia, attraverso i quali Stefania riusciva a esprimere la sua passione. Non solo pittrice, ma anche scrittrice, Stefania realizzava versi di un’intensità rara. E il fatto che riuscisse a fare breccia nel cuore di tutti è stato chiaro sabato, quando una mamma che portava in braccio un bambino di un paio di anni e teneva la mano a un altro, qualche anno più grande, si è fermata davanti a tutti i versi di Stefania, esposti di fianco ai suoi quadri, e ha recitato quelle poesie a quei bambini che sorridevano, ascoltando le storie dell’autrice.

Ha conquistato tutti Stefania

Ha emozionato i bambini, ha ispirato gli adulti: ha conquistato tutti Stefania, attraverso la mostra dal titolo “L’arte un valore universale. Quando il femminile crea”, allestita grazie a Fondazione Sacra Famiglia, Comune di Cesano e il Circolo Donne Sibilla Aleramo. Una sinergia che ha consentito a Stefania di lasciare un segno.

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Il commento di Nadia Landoni

“Ci ha insegnato con la sua vita cos’è la vita”, ha raccontato Nadia Landoni che considera Stefania come una figlia e ne parla con gli occhi lucidi, con la voce che trema, ma con il sorriso di chi ha saputo esserci, di chi è stata per Stefania una colonna, una roccia, un angelo. Come quello che ha regalato a Nadia qualche giorno fa, dicendole che sarebbe stato il suo portafortuna.

“Quando mi hanno comunicato che Stefania era in coma irreversibile, pochi istanti prima l’angioletto si è staccato dal portachiavi – ha raccontato Nadia –. È stato come un segnale, mi voleva dire qualcosa. È stato il suo modo di salutarmi. L’ho abbracciata, in ospedale, ed è stato l’abbraccio di tutti quelli che le hanno voluto bene. Lei vi avrebbe ringraziati uno a uno, con il suo solito modo gentile, come solo lei sapeva essere”.

La mostra allestita fino al 10 marzo

C’erano i colori in Villa Marazzi, nella mostra che rimarrà visibile fino al 10 marzo e che sarà allestita sul territorio, per far conoscere la creatività di Stefania a tutti. C’erano i colori, dentro Stefania. C’era il giallo del sole. “Perché lei era un po’ il sole – ha detto il sindaco Simone Negri –. La vedevo spesso fuori dall’istituto, salutava tutti, aveva un sorriso che dovrebbe insegnarci tante cose. Era il sole”. Tanta gente ha voluto esserci, ammirare le sue opere. All’inaugurazione della mostra c’era anche un grosso libro all’ingresso, dove chiunque poteva lasciare un segno, una frase, una parola per Stefania. “Grazie. Perché è stato un privilegio conoscerti. E scrivere di te”.

Francesca Grillo

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