Giornale dei Navigli > Attualità > Rubrica Battiti Animali: Made in Italy
Attualità Buccinasco Cesano Boscone Corsico Naviglio grande Rho e Bollate Rozzano San Donato Trezzano -

Rubrica Battiti Animali: Made in Italy

Le "razze italiane": sono nate dalla nostra terra e dalle nostre radici, rischiamo di perderle e invece dovremmo salvarle ad ogni costo

BATTITI ANIMALI – Il nostro è il paese delle eccellenze, in tanti campi, ma a volte sembra che noi italiani ce ne dimentichiamo.
Abbiamo un paese splendido, così pieno di bellezze naturali e storiche, che potremmo essere il paese più ricco del Mondo se solo fossimo capaci di valorizzarlo come merita. Fatta questa doverosa premessa, veniamo a noi e ai nostri animali, quelli che sono nati dalla nostra terra e dalle nostre radici, che rischiamo di perdere e che invece dovremmo salvare ad ogni costo, per non lasciar scivolare via un patrimonio culturale nato secoli fa. Parlo delle razze autoctone italiane, alcune delle quali sono quasi estinte o a rischio.

Asini

L’asino amiatino, animale antichissimo arrivato dall’Africa ed evolutosi sul Monte Amiata in Toscana, è noto per il suo colore grigio e la tipica croce nera sul garrese. L’asino dell’Asinara, isola sarda che prende il nome proprio dal piccolo asino che la abita. Bianco e di dimensioni decisamente ridotte (si parla addirittura di nanismo) é comunque molto simile all’asilo sardo.
Mentre l’asino dell’Asinara é il più piccolo, l’asino di Martina franca (Puglia) é il più grande fra le razze italiane. Ma nostrane sono anche il Ragusano e il Pantesco, asino autoctono dell’isola di Pantelleria.

Bovini

L’arrivo di razze bovine più grosse e rivendibili ha portato gli allevatori ad abbandonare le razze italiche per lasciar posto ad animali più redditizi. Questo ha fatto sì che molte delle razze autoctone finissero nella lista delle specie a rischio estinzione.
Fra queste troviamo la Pontremolese di cui restano solo 45 esemplari sul territorio, ma a rischio ci sono anche la Pisana, la Varzese, la Siciliana e la Reggiana. Più “fortunata” invece è la Chianina, che essendo famosa in tutto il mondo per la sua carne pregiata, è più diffusa e allevata.

Caprini e ovini

Pur essendo capre e pecore animali adattabili anche a zone dove la vita è più difficile, alcune razze italiane sono a rischio.
Fra le capre troviamo la bionda dell’Adamello, la Napoletana, la Garganica e la Cilentana. Fra le pecore la Brianzola, la Ciavenasca, la Massese e la Brigasca.

Equini

Anche nel mondo dei cavalli le razze italiane sono ben conosciute, alcune di queste, più rare di altre, rischiano di scomparire nonostante la loro grande adattabilità e la loro inconfondibile bellezza.  Il cavallino di Monterufoli, una razza di dimensioni ridotte originaria dell’omonima riserva naturale toscana é una fra queste. Il cavallino della Giara invece, pur non essendo nella lista delle razze in via di estinzione, non se la sta passando di certo bene. La Lav ha fatto un accorato appello a deputati e senatori sardi affinché intervenissero per salvarli, dopo il ritrovamento di diversi capi ridotti pelle e ossa, nell’altopiano della Giara, appunto, in Sardegna. Dalla vita rurale italica ci giungono anche il Bardigiano, il Maremmano e il Murgese, razze robuste e forti, antiche, compagni fedeli dei contadini delle loro zone di origine.
Oggi queste razze non sono solo presenti nelle zone di campagna, ma si trovano anche nei maneggi ad uso sportivo e ricreativo.
La loro robustezza ed adattabilità li rende però più adatti ad una vita in ampi spazi come grandi paddock e pascoli, piuttosto che chiusi in piccoli box dai quali escono sempre troppo poco. Non sarebbe bellissimo se esistesse un museo a cielo aperto per ogni regione con tutte le razze autoctone? Saremmo così sicuri di poterle salvare dall’estinzione e daremmo a questi capi un futuro diverso, rendendoli patrimonio culturale italiano e dando loro e alle loro origini rurali l’importanza che meritano.
Più fortunate sono le razze italiane di cani, delle quali però è bene parlare in un articolo dedicato di Battiti Animali, considerato che su di loro c’è molto da dire!
Susanna Canonico

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articolo precedente
Articolo precedente