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Mensa negata ai bambini: il Tar boccia ancora il ricorso

"La mia è un’azione di buonsenso: se non vuoi pagare perché non puoi, il Comune ha il dovere di aiutarti. Ma se fai il furbo, non è giusto che paghi l’intera comunità”.

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Mensa negata ai bambini: il Tar boccia ancora il ricorso.

Mensa negata ai bambini: il Tar boccia ancora il ricorso

CORSICO – Vittoria per il sindaco Filippo Errante: il Tar ha dichiarato “inammissibile” il ricorso presentato dal Coordinamento Genitori Democratici contro la decisione di negare la mensa ai figli dei genitori morosi, cioè non in regola con il pagamento delle rette della refazione. Niente da fare.

Stesso pronunciamento già un anno fa

L’anno scorso il Tar si era già pronunciato a favore dell’Amministrazione, i genitori si erano poi rivolti al Consiglio di Stato che ne aveva chiesto una ulteriore discussione. Nessuna novità: il Tribunale Amministrativo ha ribadito che i genitori che hanno fatto ricorso non erano “titolati a farlo, perché nessuno risultava moroso. In più, la refezione scolastica non rientra nel diritto all’istruzione ma è solo strumentale all’attività scolastica”. In pratica, i genitori che si erano presentati davanti al giudice non erano quelli direttamente interessati dal diktat: per il Tribunale non era quindi ammissibile il ricorso e i ricorrenti non ne erano legittimati. Inoltre, il Tar specifica che “l’ente locale non ha alcun obbligo di istituire e organizzare il servizio, e se decide di farlo può stabilire la misura percenutale finanziabile con risorse comunali e quella da coprire mediante contribuzione degli utenti”.

Il commento del sindaco

“Per due volte la giustizia ha detto che hanno torto le persone e le organizzazioni che hanno protestato contro la nostra decisione – commenta il sindaco Filippo Errante –, la mia è un’azione di buonsenso: se non vuoi pagare perché non puoi, il Comune ha il dovere di aiutarti. Ma se fai il furbo, non è giusto che paghi l’intera comunità”. Il Coordinamento si era già espresso sulle considerazioni del Tar, sottolineando che era “diseducativo anche per i bambini non morosi, che si trovano a condividere il pasto in una situazione triste, dove chi paga mangia e chi non può pagare non pranza. Lo hanno sottolineato anche alcune maestre: il momento del pasto non è sereno. Ribadiamo il concetto: le colpe dei genitori non possono ricadere sui figli”.

Francesca Grillo

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