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Esiste un motivo per abbattere in un giorno un filare di 25 alberi ad alto fusto?

Succede a Buccinasco nell'area ex Hodara dove sorgerà, secondo i rumors, la nuova Lidl.

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Esiste un motivo per abbattere in un giorno un filare di 25 alberi ad alto fusto?

Esiste un motivo per abbattere in un giorno un filare di 25 alberi ad alto fusto?

BUCCINASCO – L’indignazione dei cittadini ha cavalcato la rete dei social. Da una parte, le persone a cui piange il cuore a vedere alberi di 20-30 metri piegati sotto la lama della motosega. Altri che non ci stanno e annunciano proteste in piazza. Altri ancora, i razionali, che cercano di capire il motivo di un filare di 25 alberi abbattuto in un giorno. In ultimo, ci sono i lanciatori del j’accuse. In parità: c’è chi accusa il proprietario dell’area e chi il Comune di uno “scempio ingiustificato”. La verità ci rende liberi, diceva qualcuno. In questo caso ci renderà meno indignati magari, ma quando finirete di leggere la storia, le spiegazioni, i botta e risposta tra i due pugili su questo ring verde, a qualcuno rimarrà ancora qualche dubbio.

Cesare Lanati e Rino Pruiti

Da una parte, c’è l’imprenditore, conosciuto a Buccinasco: Cesare Lanati, proprietario dell’area in questione, quella della ex Hodara dove sorgerà, secondo i rumors, la nuova Lidl. All’angolo di sinistra, c’è il sindaco Rino Pruiti, che rivendica la verità dei fatti supportato dalle parole dei suoi tecnici. In mezzo, 25 alberi tagliati. Di quelli grandi, alto fusto, lì da anni. Le ragioni dell’imprenditore sono valide: l’area è sua, può farci ciò che vuole. E c’è da dire che non può decidere cosa fare, quindi difficile essere titubanti. Lì ci deve venir su un supermercato: gli alberi non possono stare in mezzo. E allora quelli a lato, sulla vietta per andare in Mascherpa? Si chiederà qualcuno. “Il Comune mi ha chiesto di tagliarli, li ha segnati e abbiamo proceduto all’abbattimento per poter costruire un collegamento di pista ciclabile con viale Lombardia – dove si trova l’area, ndr –. I permessi ci sono tutti”. “Falso”, dice il sindaco Pruiti. Non sulla questione dei permessi: quelli, diciamo, sono di default.

Accordi rispettati?

Costruendo nella sua proprietà, l’imprenditore ne ha il diritto e viene da sé pensare che se vuoi costruire un edificio sulla tua area, quello che c’è sopra andrà abbattuto. La falsità, per il primo cittadino, si configura in quanto “nessuno ha detto al proprietario di tagliare gli alberi, anzi, ci sono due aspetti da considerare: il primo, l’imprenditore all’incontro preliminare per parlare del progetto aveva portato delle piantine del piano dove erano presenti gli alberi. Quindi, con buonsenso, abbiamo pensato che volesse fare in modo di preservarne almeno qualcuno. In più, c’era stato un accordo: riparlarne e valutare insieme soluzioni e piani d’azione. Accordo non rispettato: da un giorno all’altro ci siamo trovati 25 alberi per terra”.

Le piante abbattute verranno sostituite

Insomma, il sindaco sostiene le sue ragioni, l’imprenditore pure. “Una cosa è chiara: faremo di tutto per obbligare l’imprenditore a ripiantumare gli esemplari abbattuti. Non alberelli, ma piante ad alto fusto e pregio – assicura Pruiti –. Poi, ci prenderemo il tempo per valutare in ogni dettaglio il piano attuativo del progetto di costruzione. Ci dispiace che non siano stati rispettati gli accordi di riparlare della questione e di studiare insieme soluzioni, anche per quanto riguarda le ripiantumazioni. Ora, procederemo con estrema attenzione e sarà nostra cura assicurarci che le piante abbattute verranno sostituite”. Lanati si dice “sensibile al problema. Dispiace anche a me abbattere le piante. In un altro cantiere ho preservato delle piante, proprio perché ci tengo. Sarà mio impegno sostituire gli esemplari abbattuti”. “Sarà nostro impegno – replica Pruiti – assicurarci che sarà così”.

Francesca Grillo

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