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Enjoy lascia Buccinasco Cesano Boscone, la rabbia di sindaci e cittadini

Eccessivo tempo di sosta delle vetture, registrato da un’attenta analisi degli andamenti dei noleggi, così motiva Eni

Enjoy lascia Buccinasco Cesano Boscone

Enjoy lascia Buccinasco Cesano Boscone, la rabbia di sindaci e cittadini.

Enjoy lascia Buccinasco e Cesano Boscone

BUCCINASCO – La decisione di Enjoy di sospendere il servizio di car sharing nei comuni di Settimo Milanese, Cesano Boscone e Buccinasco, non piace a nessuno. Non piace agli utenti, che hanno trovato un servizio «comodo, utile, per una volta che va bene qualcosa…» e non piace ai sindaci coinvolti nella scelta.

Parlano i sindaci

Simone Negri di Cesano e Rino Pruiti di Buccinasco si sono alleati con un unico scopo: «Chiedere con tutte le forze di rivedere la scelta. Scriveremo a Città metropolitana e a Eni per chiedere di ripensarci. È un servizio da noi fortemente voluto che non possiamo perdere proprio ora». Proprio ora, intendono ora che il servizio sta riscuotendo grande successo nei comuni dell’hinterland che sono riusciti a portare sul territorio le macchine rosse della Eni.

Le ragioni di Eni

Perché allora la decisione di interrompere il rapporto che sembrava fare contenti tutti? «Eccessivo tempo di sosta delle vetture, registrato da un’attenta analisi degli andamenti dei noleggi. Abbiamo rilevato – scrive Eni – conseguenti effetti negativi in termini di disponibilità delle auto nel Comune di Milano». Insomma, troppo ferme a Buccinasco, Cesano e Settimo, quindi troppo poche a Milano.

“Facciamoci sentire tutti”

«Non è il modo di ragionare in termini di sinergia e di “Città metropolitana” – afferma Pruiti –. Ci vuole un’organizzazione unitaria dei trasporti. Non si può pensare a strategie per ridurre l’inquinamento e poi privare i cittadini di un servizio così importante». Ma Eni, almeno per ora, ha deciso: niente più 500 rosse dal 15 marzo. «Mandiamo tutti un’email – suggerisce qualcuno sui social –, intasiamo la posta con richieste di cambiare idea sulla cancellazione del servizio. Almeno proviamoci».

Francesca Grillo

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