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Ansia e preoccupazione: per combatterle la tendenza di oggi è affidarsi alla meditazione

Paola Battaglia ha aperto un centro di crescita personale attivo a Pieve.

Ansia e preoccupazione

Ansia e preoccupazione: per combatterle la tendenza di oggi è affidarsi alla meditazione.

Ansia e preoccupazione: per combatterle la tendenza di oggi è affidarsi alla meditazione

PIEVE EMANUELE – Combattere lo stress e e preoccupazioni? La tendenza è di affidarsi alla meditazione. Lo dice un’esperta, Paola Battaglia, che unisce la passione politica (è assessore a Pieve Emanuele, alle Pari opportunità) alla professione di “ricercatrice dell’essere”, come si definisce lei.

Il percorso di Paola Battaglia

Un percorso iniziato già da 13enne (ora ha 39 anni), quando “ho cominciato a farmi delle domande sul mondo, sulla vita e sul senso delle cose. Per soddisfare la mia curiosità, ho iniziato a leggere molto, di tutto. Una passione che ancora mi porto dentro”, spiega Battaglia che ha aperto un centro di crescita personale da anni attivo a Pieve. Proprio da questo piccolo e accogliente centro, parte la riflessione sull’attualità. Se infatti il mondo olistico può sembrare di interesse solo per le donne, come da vecchi pregiudizi, i dati raccolti da Battaglia parlano di esigenze totalmente invertite. Ora sono uomini, over 50, e giovanissimi under 25 che si rivolgono al mondo della meditazione per trovare via d’uscita da ansie e preoccupazioni. Per gli over 50 la richiesta è dovuta alla crisi dovuta soprattutto alla perdita del lavoro, l’ansia di non riuscire a trovare altro impiego. Ma anche la fine di una storia d’amore che getta mentalmente e fisicamente nel baratro.

Le preoccupazioni negli under 25

Poi, ci sono gli under 25. La prima fonte di preoccupazione per loro è “l’università, l’ansia di non riuscire a dare gli esami in tempo e soprattutto l’angoscia di trovarsi senza occupazione in un mondo di crisi”, spiega l’esperta che affronta lo stress con un approccio fatto di meditazione, riflessione su se stessi, ricerca di energie. C’è anche un altro aspetto, specchio della società di oggi. La paura di non essere accettati, che ora colpisce soprattutto i giovanissimi.

Facebook e i social

La causa? Neanche a dirlo, Facebook e i social che misurano il gradimento personale in base ai like ricevuti. “Sempre più ragazzi si trovano stretti nella morsa dell’effimero gradimento, riconoscimento moderno del proprio valore – sottolinea Battaglia –. Una situazione che può diventare pericolosa perché i giovani, e non solo loro, sono disposti a barattare la propria dignità e anche la propria incolumità per un like”. Tanta richiesta, quindi, per risolvere i problemi di accettazione tra i giovanissimi: una tendenza che preoccupa, “ma da cui si può uscire – assicura Battaglia – cercando di costruire la relazione più importante: quella con se stessi”.

Francesca Grillo

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