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Crédit Agricole: “Vogliamo costruire una banca forte!”

Il presidente Ariberto Fassati spiega il motivo che sta alla base dell’Offerta pubblica di acquisto per Credito Valtellinese.

Crédit Agricole: “Vogliamo costruire una banca forte!”
Glocal news 16 Dicembre 2020 ore 17:39

Crédit Agricole è presente in Italia da più di 45 anni. La banca commerciale Crédit Agricole Italia è una realtà molto radicata nel Paese e frutto di una lunga serie di acquisizioni di banche territoriali. Dal nucleo storico di Cariparma nel 2007 e l’ingresso di FriulAdria nello stesso anno, da l’acquisizione di Carispezia nel 2011 fino all’acquisto delle Casse di Risparmio di Cesena, Rimini e San Miniato. Oggi Crédit Agricole Italia è un gruppo che conta circa 10 mila collaboratori al servizio di 2,1 milioni di clienti in tutta Italia.

L’offerta di Crédit Agricole per Credito Valtellinese

Un Gruppo che vuole continuare a crescere e non a caso nei giorni scorsi ha messo gli occhi sul Credito Valtellinese. Il Presidente di Crédit Agricole Italia, Ariberto Fassati, 74 anni, ci ha spiegato i motivi che stanno alla base dell’Offerta pubblica di acquisto. Il 23 novembre la banca ha annunciato un’Opa sul Credito Valtellinese offrendo 10,5 euro ad azione con un premio del 21,4% rispetto il prezzo delle azioni Creval al 20 novembre per un controvalore cash di 737 milioni. Un premio che sale al 53,9% rispetto al prezzo medio ponderato degli ultimi sei mesi.

L’intervista al Presidente Fassati

Il Crédit Agricole già possedeva il 9,8% (inizialmente era il 5%) dell’istituto di piazza Quadrivio e questa mossa non ha sorpreso nessuno. Che valenza ha per la sua banca questa acquisizione, al di là di diventare il sesto gruppo bancario italiano?

“Dopo il primo investimento fatto nel 2018 abbiamo sviluppato una partnership nella bancassurance con il Credito Valtellinese. Grazie a questa collaborazione abbiamo capito che si tratta di una banca molto simile al nostro gruppo, con una presenza complementare e con una dimensione ideale. – ha esordito il Presidente Fassati – Conosciamo dunque molto bene il Creval e consideriamo la nostra offerta un naturale rafforzamento della partnership già avviata. Con l’obiettivo di costruire insieme un gruppo forte e attrattivo, condividendo gli stessi valori mutualistici, una grande attenzione alle comunità locali e una forte cultura che vede il cliente al centro”.

L’offerta di 10,5 euro è migliorabile? Il mercato confida in un rilancio, lo dimostra anche l’andamento del titolo Creval ora attestato a 11,5 euro…

“E’ un’offerta generosa che tiene conto dei fondamentali finanziari della banca e del risanamento fatto dal management negli ultimi anni e che esprime un premio tra i più alti del settore finanziario. Inoltre, bisogna considerare che l’andamento del prezzo di mercato dell’azione Creval antecedentemente il lancio della nostra offerta, rispetto alla media del settore in Italia, implica che esso già rifletteva gli effetti di una potenziale operazione straordinaria. Bisogna pure tener presente che si tratta di un’operazione cash molto importante da 737 milioni. Una modalità che non si vedeva da vent’anni nel mercato creditizio italiano. La nostra poi non è solo un’offerta economica, ma anche e soprattutto un progetto industriale. Ci auguriamo che possa essere apprezzata dal mercato e da tutti gli stakeholders”.

Come si caratterizza il vostro progetto?

“Vogliamo usare lo stesso approccio che ha caratterizzato Crédit Agricole Italia nelle 15 precedenti acquisizioni fatte in Italia. Creare valore per gli azionisti, i clienti e il personale, che avrà l’opportunità di crescere in un grande Gruppo che ha sempre fatto del rapporto con il territorio e della cultura inclusiva il suo pilastro. Grazie al Creval possiamo migliorare la nostra quota di mercato in Lombardia, arrivando a più del 6%. Ci permetterà di entrare in territorio dove non siamo presenti, come la Sicilia, e rafforzare la presenza in regioni molto interessanti come Marche, Toscana e Lazio”.

I nuovi azionisti del Credito Valtellinese hanno già ristrutturato la banca, soprattutto a spese dei risparmiatori valtellinesi. Pensa a qualcosa in particolare per recuperare la fiducia che in passato il Creval aveva instaurato con imprese e famiglie ?

“Mi piacerebbe che questa domanda mi venisse fatta anche fra un paio anni. La nostra storia dice che dopo ogni acquisizione sul mercato italiano – ben 15 in passato, come dicevo prima – le nostre quote di mercato sono sempre aumentate e questo significa che Crédit Agricole ha saputo instaurare un rapporto di collaborazione e fiducia con le famiglie, le imprese e le istituzioni di quei territori, ma anche che i nostri prodotti sono stati apprezzati. Stiamo pensando ad alcune iniziative in particolare per la Valtellina. Ci piacerebbe portare, ad esempio, il nostro progetto di sostegno alle startup: Le Village. A Milano da due anni abbiamo creato un hub attorno al quale sono già diventate operative oltre 50 nuove aziende innovative, un’analoga esperienza è da poco stata avviata anche a Parma con un’adesione di circa 30 realtà”.

Vuole chiudere con un appello ai risparmiatori, valtellinesi in particolare?

“In questi giorni stiamo definendo il progetto che presenteremo alle Autorità per definire l’Opa nei minimi dettagli con l’obiettivo di ottenere le necessarie autorizzazioni entro marzo. Sono convinto che questo documento, unitamente alla nostra storia, sapranno convincere gli investitori e i risparmiatori della bontà della nostra proposta”.

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