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Coronavirus: l’Ue stanzia 128 milioni di euro per la ricerca

La Commissione europea sovvenziona 23 nuovi progetti di ricerca per far fronte alla pandemia: protagonisti 52 centri di ricerca italiani

Coronavirus: l’Ue stanzia 128 milioni di euro per la ricerca
Glocal news 16 Novembre 2020 ore 16:22

Per far fronte alla pandemia di Coronavirus e ai suoi effetti, la Commissione europea sovvenzionerà con 128 milioni di euro 23 nuovi progetti di ricerca, di cui 4 sono coordinati da enti italiani. In totale sono coinvolti 344 gruppi di ricerca provenienti da 39 Paesi e 52 sono italiani.

Coronavirus: l’Ue stanzia 128 milioni di euro per la ricerca

Massimo Gaudina, rappresentante della Commissione Europea nel Nord Italia

I finanziamenti, nell’ambito del programma di ricerca e innovazione dell’Ue Orizzonte 2020, consentiranno ulteriori ricerche per rafforzare e adattare la capacità industriale alla produzione e alla diffusione di attrezzature mediche come i ventilatori; per prevenire e curare il Coronavirus; per sviluppare tecnologie mediche e strumenti digitali come i sistemi diagnostici portatili; per comprendere meglio l’impatto sociale della pandemia, ad esempio sui gruppi vulnerabili ed emarginati; per migliorare le terapie apprendendo da grandi gruppi di pazienti in tutta Europa.

“Questi progetti si aggiungono a quelli finanziati in primavera con un precedente bando di ricerca d’emergenza, grazie al quale altri 23 progetti erano stati finanziati dalla Commissione europea. Tra questi, anche il noto progetto “Exscalate4Covid” del super-computer Cineca di Bologna, che coinvolge Dompé, il Politecnico di Milano e altri enti di ricerca per trovare una terapia anti-Covid19 grazie all’intelligenza artificiale. Pochi giorni fa è iniziata la sperimentazione clinica di un farmaco sviluppato nell’ambito di questo progetto”, ha dichiarato Massimo Gaudina, rappresentante della Commissione europea nel Nord Italia.

23 nuovi progetti, centri di ricerca italiani protagonisti

I nuovi 23 progetti, selezionati nell’agosto scorso, coinvolgono 344 gruppi di ricerca da 39 Paesi, compresi 32 partecipanti da 15 Paesi extra-Ue. Gli italiani sono protagonisti: quattro enti di ricerca del nostro Paese coordinano altrettanti progetti.

Engineering Ingegneria Informatica Spa guida il progetto Eur3ka, dedicato al riorientamento della produzione verso la rapida messa a disposizione di forniture e attrezzature mediche essenziali come rete di servizi per una reazione rapida; il Politecnico di Milano è a capo del progetto Essence, che mira a promuovere la creazione di un nuovo modello di assistenza domiciliare per anziani e bambini che si basa su stimolazione, monitoraggio remoto, tele-assistenza e connessione tra utenti, famiglie e professionisti; l’Università di Pavia segue Periscope, un progetto per una risposta paneuropea all’impatto di Covid-19 e di future pandemie ed epidemie; l’Università di Verona coordina Orchestra, il progetto di collegamento delle coorti europee (grandi gruppi di pazienti) per aumentare la risposta comune ed efficace alla pandemia di Sars-CoV-2.

La ricerca, arma contro il Coronavirus

Il finanziamento nel quadro del programma di ricerca e innovazione dell’Ue, Orizzonte 2020, rientra nell’impegno della Commissione a contribuire con 1,4 miliardi di euro alla risposta globale al Coronavirus, l’iniziativa avviata dalla presidente Ursula von del Leyen lo scorso maggio, e integra gli sforzi profusi per sviluppare strumenti diagnostici, terapie e un vaccino. Fa anche parte del contributo dell’Ue alla collaborazione mondiale sull’acceleratore per l’accesso agli strumenti Covid-19 (ACT), volto a velocizzare lo sviluppo, la produzione e l’accesso equo ai test, alle terapie e ai vaccini contro il Coronavirus.

“Questa ricerca è essenziale per affrontare meglio vari aspetti di questa pandemia e di quelle future, perché ci consente di aumentare la capacità di reagire più rapidamente per prevenire i contagi, di migliorare la diagnosi e la cura e di adottare misure di mitigazione migliori, che tengano conto degli aspetti comportamentali, sociali ed economici, comprese le questioni di genere”, ha sottolineato Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani.

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