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Chiesa in bilico sospesa sulla frana: il vescovo spegne anche le campane

Da decenni la costruzione, poggiata a strapiombo su uno sperone di roccia friabile, è minacciata da frane su quasi tutti i lati.

Glocal news 08 Maggio 2021 ore 08:42

E' diventata una corsa contro il tempo quella per salvare l'antica chiesa di San Martino, in Val Cadore, come racconta Prima Belluno, dalla minaccia sempre più concreta di una frana. Ormai da decenni la costruzione, poggiata a strapiombo su uno sperone di roccia friabile, è minacciata da frane su quasi tutti i lati e vent’anni fa si è cercato di evitarne il crollo sostenendola con micropali lungo il perimetro. Brutto colpo nel 2018, quando una tempesta ha eroso un intero versante e le precipitazioni nevose hanno fatto il resto. E si arriva così alla situazione attuale: l'antica chiesa è stata interdetta al culto.

Corsa contro il tempo per salvare la chiesa

Gli enti preposti proseguono a lavorare in sinergia per riuscire a trovare la soluzione migliore per salvare la chiesa di San Martino. Nell’ultimo sopralluogo è emersa una crepa tra la chiesa e il campanile e per evitare ulteriori sollecitazioni, il vescovo di Belluno, Renato Marangoni, ha deciso di “silenziare” le campane. Il sindaco di Valle di Cadore, Marianna Hofer ha spiegato:

“Siamo molto attenti all’evolversi della situazione attorno alla chiesa di San Martino, l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste è al lavoro con l’università di Parma in questi giorni, ha fatto un sistema di monitoraggio e hanno installato le dovute strumentazioni. Ho sentito la Sovrintendenza che ci ha detto che cercherà di abbreviare i tempi per installare il monitoraggio sulla palificata e sul campanile. Conto che presto potremo avere dei dati interessanti”.

Numerosi beni culturali a rischio

Prosegue la collaborazione tra Comune, Provincia, Diocesi e Regione anche per riuscire a mettere in salvo i beni culturali che sono custoditi all’interno della chiesa. Non tutti sanno infatti che al suo interno sono presenti le statue e opere di Francesco da Milano, Tomaso Da Rin, i preziosi dipinti sulle pareti realizzati da Antonio Bettio che rappresentano l’Adorazione dei Magi, l’Ultima Cena e l’immagine di San Martino il povero.

Tutti sperano di riuscire a trovare un piano per salvare la chiesa e non lasciarla al suo triste destino ma, nel caso in cui si dovesse presentare una situazione di alto rischio, il vescovo ha reso noto che c’è un ultimo intervento che prevede di prelevare ogni bene culturale importante custodito all’interno della chiesa di San Martino come per esempio l’organo monumentale, otto tele, i preziosissimi altari in legno e delle statue in legno.A

Attenzionata dagli anni '80

Il sindaco Hofer ha aggiunto:

“Già dagli anni Ottanta si lavora sull’area per il consolidamento del sito. Più recentemente abbiamo potenziato anche i controlli con una strumentazione laser, grazie ad un finanziamento della Regione Veneto."

A febbraio 2021 è stato rilevato che i movimenti si stanno estendendo anche alle zone limitrofe alla chiesa. Le ingenti piogge dell’ultimo periodo hanno impresso un’accelerazione al movimento. Il monitoraggio prosegue perchè la frana, seppure non rapidamente, continua a muoversi.