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Olimpia sconfitta contro il Bayern, alcune considerazioni dagli spalti

Scarse rotazioni, poche idee di gioco, poca intensità. Serve una sterzata alla stagione.

Olimpia sconfitta

Olimpia sconfitta contro il Bayern, alcune considerazioni dagli spalti.

Olimpia sconfitta contro il Bayern, alcune considerazioni dagli spalti

La squadra milanese, 28 volte campione d’Italia è apparsa scarica e poco reattiva, deludendo la tifoseria e perdendo in casa 78-80 una sfida decisiva contro il Bayern, giocando quasi sempre a ritmi lenti, spesso confusa e distratta, senza grandi idee e con una gestione poco lucida da parte di un tecnico che sembra non riuscire più a motivare gli uomini e dare un gioco convincente alla squadra.

La rosa lunga inutilizzata

Come spesso accade quest’anno, coach Pianigiani ruota i soliti 7-8 giocatori (stranieri, per lo più) che, già stanchi per il tour de force delle ultime settimane, dovrebbero essere più “risparmiati” all’inizio di un terribile e decisivo ciclo di 5 partite in 10 giorni – 3 di Eurolega e 2 di campionato, giorno di Natale incluso.

Gli “italiani” restano per l’ennesima volta praticamente al palo ma anche grossi calibri come Bertans e Kuzminskas vengono utilizzati pochissimo. Avrebbe fatto molto comodo ieri sera l’energia positiva di Burns ed il carattere del capitano (che in riscaldamento infila 15 triple consecutive, ndr) e la precisione del 9 Bertans o l’arma in più offensiva del biondo lituano. Dall’esperienza di un allenatore come Pianigiani ci si aspetterebbe una diversa capacità di lettura delle situazioni.

I numeri chiave

I dati non sono legge, ma spesso raccontano bene le cose. Ieri sera, più di altre volte, è stato così. Soprattutto un dato racconta tanto: i punti della panchina Olimpia sono stati 30 su 78 totali, avuti da 4 giocatori; quelli degli ospiti 61 su 80, avuti da 6 giocatori! Avere una panchina lunga e di qualità come quella di Olimpia Milano e lasciare in campo a lungo giocatori evidentemente stanchi e scarichi non può essere di certo una politica vincente. E non siamo nemmeno a metà stagione.

Ripartire in fretta e tutti assieme

L’impressione è che l’Olimpia stia gettando al vento troppe occasioni in Eurolega, dopo un avvio davvero promettente. Quest’anno più di altre volte. Il talento c’è, la qualità anche (nei giocatori, il gioco ha sempre latitato), le motivazioni dovrebbero essere altissime in una competizione che non si vince da tempo immemore, pur consci di essere un gradino sotto le big. Invece qualcosa non funziona.

A partire dal coach, che sembra a volte estraniarsi e che si spera coinvolga e valorizzi maggiormente la rosa, anche in Eurolega. Passando dagli uomini più carismatici come James, che ha numeri immensi e può fare quello che vuole, ma spesso dimentica che il basket è gioco di squadra e non viene messo in condizioni di guidare anziché veleggiare in solitaria.

Il pubblico vuole guerrieri

Il pubblico avvertiva qualcosa sin dall’inizio e durante la partita ha cercato a lungo di scuotere la squadra ed essere il sesto uomo in campo; ma ieri sera è sembrata esserci distanza fra il campo e le tribune e la risposta del campo non c’è stata. Bisogna ripartire in fretta. Il Bayern in fondo ha vinto proprio così. Venendo a Milano in punta di piedi, giocando un basket semplice e di squadra, caricandosi minuto dopo minuto di fronte ad un punteggio che premiava la loro umiltà.

Ecco, forse serve davvero umiltà e ritornare a far battere il cuore Olimpia dal basso, altrimenti sarà un altro anno di false speranze. Per tutti.

Paolo Vagni

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