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Raimondo attacca a gamba tesa: Liti in maggioranza a Cesano per un emendamento

Oggetto del contendere, secondo il consigliere Raimondo, le frizioni tra il sindaco Negri e il capogruppo Pozza.

Raimondo attacca

Raimondo attacca a gamba tesa: Liti in maggioranza a Cesano per un emendamento.

Raimondo attacca : Liti in maggioranza a Cesano per un emendamento

CESANO BOSCONE – Che sia arrivato il caldo, tutti se ne sono accorti. Ma il clima è diventato rovente negli ultimi giorni tra maggioranze e opposizioni locali. A Buccinasco l’opposizione agisce compatta presentando una mozione di sfiducia al sindaco Rino Pruiti. A Corsico tiene banco il Pgt e le sue modifiche, che piacciono poco a chi sta seduto sui banchi di fronte a quelli di maggioranza (che intanto muta e cambia forma e bandiere).

Il Pgt di Cesano

A Cesano ad accendere gli animi è sempre il Pgt, in particolare un emendamento che durante l’ultimo consiglio comunale è stato presentato dalla maggioranza. “E pare proprio che l’atteggiamento non sia piaciuto al sindaco – commenta Fabio Raimondo, consigliere di opposizione in quota Fratelli d’Italia e assessore a Corsico –. Ho analizzato lo scambio tra il sindaco e il suo consigliere e capogruppo del Pd Marco Pozza. Il sindaco parla di “rischio commisurato alla responsabilità di quel voto” e aggiunge che “bisogna essere pronti a spiegare perché si presentano degli emendamenti su delle osservazioni di privati”.

Uno scambio aspro secondo Raimondo

Insomma, Raimondo vuole mettere in evidenza uno scambio aspro tra primo cittadino e capogruppo del partito a cui appartiene lo stesso Negri. Per farlo, ha pubblicato le trascrizioni dello scambio, sottolineando da una parte le considerazioni di Negri, dall’altra il “fastidio” che ha espresso Pozza per quelle considerazioni. Un emendamento presentato su osservazioni di privati. È questo che ha contestato (almeno inizialemente, poi, dopo la discussione, l’ha votato favorevolmente) il sindaco Negri.

Le parole del sindaco e capogruppo in Consiglio

“Un emendamento di un consigliere – aveva detto in Consiglio il sindaco – è un atto che poi si presta alle letture più svariate, anche se si parte da presupposti assolutamente sinceri e convinti. Perché per chi lo legge è legittimo chiedersi perché un consigliere senta la necessità di presentare un emendamento su un’osservazione di un privato. Che rapporti ci sono? Economici? Amicali? Tutte letture che potrebbero essere date. Siamo di fronte a temi delicatissimi”.

Ma Pozza aveva difeso le scelte dei consiglieri: “Sono convinto di ciò che abbiamo fatto e credo che le prerogative di un consigliere che si siede in questa aula non possano essere messe in dubbio nel momento in cui propongono un emendamento o sottolineano valutazioni differenti. L’intervento del sindaco sugli emendamenti che possono essere letti in modo distorto, voglio dirlo ad alta voce, mi ha fortemente infastidito”.

Raimondo attacca

A gamba tesa Raimondo: “Il consiglio comunale ha approvato il Pgt e come spesso capita qualche costruttore privato ha presentato delle osservazioni chiedendo qualche modifica. Il sindaco ha sbottato contro il suo gruppo che ha presentato degli emendamenti a queste osservazioni. Ci piacerebbe capire perché lo ha fatto e perché il suo capogruppo si è infastidito”. Il consigliere di opposizione riaccende la fiamma anche su un altro intervento, questa volta per bocca di Nicola Bersani (Articolo uno) che, sempre in sede di consiglio, “si è opposto alla cementificazione del quartiere Giardino, dicendo “voi uscite di qua con il peso di 11mila metri cubi di cemento”, sottolinea Raimondo.

“Il consigliere non ci sta e si rivolge al suo sindaco e alla sua maggioranza per chiedere la realizzazione di verde pubblico, stralciando l’edilizia residenziale prevista dal Pgt in via delle Acacie. Ma la sua stessa maggioranza respinge la richiesta. Il sindaco sostiene che il Giardino sia una periferia modello: per lui 11mila metri cubi di edifici in più lo renderanno ancora più bello e accogliente. Forse – attacca Raimondo – per rendersi conto della situazione in cui versa il quartiere bisognerebbe sentire chi ci abita”.

Francesca Grillo

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