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Consiglio comunale a tarallucci e vino (dolce) a Cesano

Applausi e sorrisi, scontri di idee, ma con civiltà e moderazione, interventi che hanno meritato l’approvazione anche dei partiti di fede opposta.

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Consiglio comunale a tarallucci e vino (dolce) a Cesano.

Consiglio comunale a tarallucci e vino (dolce) a Cesano

CESANO BOSCONE – Applausi e sorrisi, scontri di idee, ma con civiltà e moderazione, interventi che hanno meritato l’approvazione anche dei partiti di fede opposta (per esempio, quello interessante di Stefano Cella sulla mozione antifascista). Chi c’era martedì sera in consiglio comunale ricorda un’atmosfera quasi surreale.

Una strana atmosfera

Sarà stata forse l’assenza del consigliere di opposizione Fabio Raimondo, che spesso riesce a far saltare i nervi della maggioranza e a “scaldare” l’ambiente. Sarà stato l’annuncio a inizio serata, quei due milioni di euro pronti per riqualificare il Tessera, che hanno fatto battere le mani e sorridere anche i banchi dell’opposizione. Saranno state le mozioni presentate che hanno messo (insolitamente) d’accordo tutti.

Alcuni momenti di tensione, ma sui contenuti

Non senza momenti di tensione, ma dovuti più che altro all’argomento trattato che a scontri personali. Per esempio, quel “non me ne frega un c…o di discutere di questa cosa”, detto con il microfono in mano (quindi neanche troppo tra i denti) dal consigliere Aldo Guastafierro. Sbottava, ma per sottolineare il fastidio di dover parlare di un argomento che dovrebbe (dovrebbe) essere già assodato e senza bisogno di dovergli dedicare una mozione.

L’esclusione delle associazioni di stampo fascista

Si parlava di antifascismo e il parlamentino, tutto, ha votato “l’esclusione delle associazioni di stampo fascista o con ideologie vicine all’estrema destra tra gli elenchi dei gruppi a cui il Comune concede patrocini e contributi”. Per ottenerli, da oggi, bisognerà “autocertificarsi antifascisti”. Che non succeda “un altro caso come a Corsico, con l’evento organizzato dalla faccia pulita di un estremismo tagliente di estrema destra, l’associazione Branco”, ha tirato la stoccata ai vicini di casa il capogruppo del Pd Marco Pozza. La mozione l’ha illustrata il presidente Giovanni Bianco, proprio perché presentata dall’intero consiglio.

Poi Vincenzo Primerano ha aggiunto commosso “perché questo argomento mi tocca particolarmente – ha detto –, la necessità di sfaldare gruppi che si collocano oltre il perimetro costituzionale”. Tutti d’accordo: niente patrocini a queste realtà “che dilagano, in modo preoccupante”, ha aggiunto Cella nel suo bell’intervento dove dava uno spunto di riflessione in più, ovvero il fatto di dover “mettere questi paletti. È assurdo pensare di dover vietare l’espressione di qualcuno, significa che siamo arrivati a una condizione allarmante, che quello che viene espresso valica i confini del buonsenso”. Facile fare i fascisti in un regime democratico, difficile il contrario, ha detto Giancarlo Insinsola prima di alzare la mano, come tutti gli altri, a favore della mozione.

Tutti (o quasi) d’accordo sui parcheggi rosa

Tutti d’accordo (tranne Sara Todaro) anche sulla proposta dei “parcheggi rosa”: posti riservati alle donne che aspettano un bambino o alle famiglie (ma anche papà, nonni e single) che hanno bimbi sotto i due anni di età. “L’ho proposta perché ho visto la difficoltà delle mamme con il pancione – ha spiegato Leonardo Borrelli –, giusto dedicare spazi per loro, magari vicino alla stazione, o nei pressi degli studi medici e cliniche”.

Question time aperto al pubblico? No, grazie

Un accenno di contesa solo su un argomento: il question time aperto al pubblico. L’argomento non ha meritato una mozione (peccato, perché sarebbe stato interessante sentire il confronto) ma solo qualche parola. La proposta è arrivata dal Movimento Cinque Stelle come “forma di democrazia partecipata” ma bocciata da sindaco e maggioranza che la ritiene non necessaria ma anzi, “scredita il ruolo della rappresentatività politica”. Disaccordo per i Cinque Stelle (appoggiati anche da Cella) che vedono gli interventi come “strumento di democrazia: a ogni consiglio un paio di cittadini potranno presentare delle domande agli amministratori, preventivamente selezionate dal presidente del consiglio: sarebbe un segno di partecipazione e apertura alle persone”. Ma niente da fare.

Altre mozioni in “concorde armonia”

Le mozioni (quella sul trasporto merita una seconda puntata del racconto) finiscono a tarallucci e vino. Vino dolce, dolcissimo, perché quei due milioni di euro per il Tessera hanno ammorbidito un po’ tutti.

Francesca Grillo

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