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La concessione a costruire a Corsico e il caso del parere “tenuto nascosto”

L'interrogazione portata da Roberto Masiero e Chiara Silvestrini non ferma le polemiche.

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La concessione a costruire a Corsico e il caso del parere “tenuto nascosto”.

La concessione a costruire a Corsico e il caso del parere “tenuto nascosto”

CORSICO – In aula la discussione sulla Demas è durata meno di trenta minuti. Il tempo per il consigliere Roberto Masiero di leggere la sua interrogazione sul motivo per il quale “non è stato portato a conoscenza del consiglio comunale il parere urbanistico di un consulente che, su richiesta dell’Amminsitrazione comunale, dichiarava la richiesta di permesso a costruire in deroga al Pgt avanzata dalla Demas illegittima e non procedibile”, come si legge sul documento presentato in aula.

La risposta dell’assessore

Meno di mezz’ora, si diceva, perché pochi minuti è durata poi la risposta dell’assessore Lucia Lucentini, a cui il sindaco Filippo Errante ha delegato la replica sul tema. Un’altra manciata di minuti, dopo, quelli usati dal consigliere Masiero per esprimere tutta “l’indignazione per un fatto gravissimo che potrebbe persino configurare un danno erariale. Una situazione imbarazzante di cui i consiglieri di maggioranza si sono resi responsabili approvando l’atto”, ha commentato Masiero.

Necessario un passo indietro.

La Demas, un’azienda che ha un grosso negozio sulla Nuova Vigevanese di abiti da sposa, ha chiesto (come è suo diritto fare) un permesso a costruire e ristrutturare degli edifici in via Galeno 4/6, in parziale deroga alla destinazione d’uso (e renderla, così, commerciale). La richiesta aveva suscitato perplessità all’interno dell’opposizione che, già lo scorso anno, aveva sollevato dubbi sull’affare. Questo anche perché il permesso è stato concesso in deroga e, per di più, con un quorum ridotto in seduta comunale quando è stato approvato (siamo a ottobre dello scorso anno).

Lo studio “fantasma”

Ma, ora, ecco la sorpresa: il dirigente del Settore Gestione e Sviluppo del Territorio, ha chiesto il parere sulla questione a uno Studio di Pianificazione Territoriale (a metà ottobre circa). Questo documento, che riporta parole come “richiesta illegittima e non procedibile, difforme alle leggi in materia urbanistica, ai parametri fissati dal vigente Pgt, al Piano dei Servizi”, non è stato presentato in Giunta o al Consiglio comunale. Tenuto in un cassetto, insomma.

La replica dell’Amministrazione

Se da una parte l’opposizione si schiera compatta e reputa l’atteggiamento poco trasparente e gravissimo, dall’altra il Comune parla di “pretesto. Non esiste alcun documento che dichiari illegittima la concessione edilizia alla società Demas. Il parere del dirigente del settore tecnico, infatti, chiarisce in tre pagine tutti gli aspetti normativi, regolamentari e della convenzione che sono stati presi in considerazione – dicono dal Comune attraverso una nota stampa –. Nella fase endoprocedimentale è stato inviato il parere di un architetto che, però, come emerge chiaramente dall’analisi del dirigente comunale responsabile del procedimento, era fondato su presupposti giuridici errati”.

Il sindaco Errante

“È pretestuoso – sottolinea inoltre il sindaco Filippo Errante – affermare che qualcuno abbia voluto, per motivi politici, nascondere qualcosa. La Giunta si attiene sempre al parere di chi ha la responsabilità tecnica dei procedimenti. In questo caso, sono inequivocabili le ragioni che hanno indotto il dirigente ad accogliere, secondo quanto previsto dalle norme vigenti, l’istanza dell’operatore privato. Quindi strumentalizzare politicamente la cosa, affermando che si è voluto tenere nascosto qualche documento è un attacco frontale ai dipendenti comunali che svolgono il proprio lavoro nel pieno rispetto delle regole”.

Le opposizioni

Ma l’opposizione replica parlando non solo di trasparenza nella gestione dei documenti, ma anche in risposta alle parole che ha usato l’assessore Lucentini in sede di consiglio. “La Giunta non era a conoscenza di quel parere. E specifico che questo parere di cui tanto si discute è un parere che il dirigente ha chiesto per sé, per condurre l’istruttoria, e che ha ritenuto di non condividere”. Inammissibile come spiegazione per l’opposizione che ha sottolineato che un parere “è comunque pagato dalle tasche dei cittadini, non si può chiedere pareri in modo personale senza poi renderne conto”. “La questione non finisce qui”, aveva concluso Masiero, facendosi portavoce dell’indignazione di tutta l’opposizione. Aveva anche tirato in mezzo la maggioranza, “responsabile di aver votato un atto senza essere a conoscenza di questo importante elemento”, ha sottolineato il consigliere in aula, riportando alla memoria la votazione per dare l’ok alla deroga del progetto.

Di Capua sui social alimenta la polemica

A inasprire il clima ci ha pensato anche l’ex assessore leghista (ora in quota Forza Italia) Giacomo di Capua, che ha parlato, sui social, di documenti richiesti dal suo partito (per bocca dei forzisti che siedono sui banchi della maggioranza), cioè un accesso agli atti, proprio sulla questione concessione in deroga a Demas, e “la documentazione pervenuta mancava proprio del parere negativo del tecnico comunale”. “Se dovesse venire fuori che è vero quanto detto da Di Capua – ha commentato Masiero – sarebbe di estrema gravità. Provvederemo a richiedere immediato chiarimento e assumere tutte le iniziative opportune per accertare le responsabilità”.

Un’altra questione portata da Silvestrini

Non è l’unico argomento che ha suscitato polemiche in Consiglio. “Hanno provato a portare in votazione un regolamento del Consiglio Comunale in cui il numero legale per votare materie importanti, come il bilancio e il Pgt, in seconda convocazione sarebbe sceso a otto consiglieri su 24”, ha spiegato la consigliera del Pd Chiara Silvestrini, accusando il sindaco di aver provato a modificare un regolamento che, di fatto, avrebbe consentito una maggioranza iper ridotta a un terzo per alcune votazioni. “Forse perché la maggioranza sta traballando e il sindaco ha bisogno di certezze per andare avanti”, hanno tirato la stoccata dall’opposizione che, per bloccare la modifica ha usato lo strumento a disposizione: uscire dall’aula. Insieme a loro, a sorpresa (ma neanche troppo) anche i consiglieri di Forza Italia che, nel caso ce ne fosse ancora bisogno, hanno chiarito di nuovo che non vogliono essere considerati “fedelissimi” al sindaco.

Francesca Grillo

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