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Chiusura anticipata dei locali, la risposta di Negri alle proteste: Diritto al riposo

“Regolare è diverso da proibire”. La risposta del sindaco Simone Negri.

risposta di Negri

Chiusura anticipata dei locali, la risposta di Negri alle proteste: Diritto al riposo.

Chiusura anticipata dei locali, la risposta di Negri alle proteste: Diritto al riposo

CESANO BOSCONE – “Regolare è diverso da proibire”. La risposta del sindaco Simone Negri sulla protesta per l’ordinanza di chiusura anticipata dei locali a Cesano parla di “liberalizzazione selvaggia degli orari da parte degli esercizi commerciali, partita con il decreto SalvaItalia del Governo Monti. Prima di quel provvedimento, i comuni avevano maggiore libertà d’azione. Anzi, la definizione degli orari era la norma”.

“Una normativa incerta”

Il sindaco sottolinea una “normativa incerta e a tratti contraddittoria che però riconosce il diritto alla salute e tutela dell’ordine pubblico. Quindi, i sindaci devono ricorrere alle ordinanze, se ne fanno ovunque. L’apertura di un nuovo esercizio commerciale, i famosi “permessi” di cui alcuni parlano, non regola in alcun modo gli orari. Credo che, invece, debba tornare a essere una prerogativa dei comuni. Sono troppe le implicazioni di carattere sociale – aggiunge – che necessariamente devono essere tenute in conto, soprattutto in pieno centro abitato. La liberalizzazione degli orari risponde solo a un’ottica economica e di profitto.

“Tutelare le persone”

Legittima, importante e da tenere in massima considerazione. Ma non solo di questo vive l’uomo. Raramente sono ricorso a provvedimenti del genere – aggiunge Negri – e solo per casi importanti. Ha torto, e il fatto che lo scrivano anche dei politici significa che non hanno alcun contatto con il territorio, chi sostiene che non ci sarebbero problemi di ordine pubblico legati all’attività notturna degli esercizi cesanesi. In questi mesi ho ricevuto centinaia di segnalazioni e ho incontrato condomini interi.

Il mio primo dovere è la tutela dei cittadini”. Dalla sua parte, gli abitanti delle zone rosse: “Si tratta di buonsenso, e se la gente non ne ha, e neanche rispetto, allora ben venga un’ordinanza. Sicuramente i ragazzi, soprattutto, hanno diritto di divertirsi, ma anche la gente che lavora ha diritto al riposo. C’è chi fa turni massacranti, chi è costretto a letto da una malattia, chi vuole semplicemente tornare a casa dopo il lavoro e mettersi a letto. Chiusura a mezzanotte e nel weekend alle 2, ci sembra un orario più che accettabile”.

FG

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