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Paola Gallo ha ascoltato le canzoni che saliranno sul palco di Sanremo 2019

Ecco le prime impressioni sui brani selezionati per la 69ma edizione del Festival

Paola Gallo ha ascoltato le canzoni che saliranno sul palco di Sanremo 2019

Paola Gallo ha ascoltato le canzoni che saliranno sul palco di Sanremo 2019

MILANO – Mi approccio sempre con grande curiosità al momento che dà il via alla liturgia: l’ascolto dei brani del Festival di Sanremo presso la sede Rai di Milano. E’ il punto di partenza per un viaggio che si rivela sempre avventuroso. E le aspettative, spesso riposte in un nome, si svelano. Delusioni, sorprese, conferme. Mai come quest’anno  trovo la proposta di Claudio Baglioni e della commissione artistica eterogenea e aderente ai gusti degli italiani, persino di quelli che per attitudine “schiferebbero” il Festival. Ma va detto che, mentre purtroppo il mondo alza muri, Sanremo li abbatte e anche artisti che di solito frequentano altri lidi o lo stesso in altre stagioni, varcano volentieri quella soglia.

Gli artisti e le loro proposte

DANIELE SILVESTRI – RANCORE

C’è un brano che non riesco a  valutare con gli altri ed è Argento Vivo che Daniele Silvestri condividerà con Rancore: Un vero pugno nello stomaco, un linguaggio e un suono a parte. Una storia dura di isolamento  trattata con un racconto in prima persona: “Ho 16 anni, ma è già da più di dieci che  vivo in un carcere…” e il rap di Rancore a rendere il tutto ancora più efficace e affilato. Silvestri, ancora una volta, va nella direzione in cui meno te lo aspetti. Geniale.

ACHILLE LAURO  –  ROLLS ROYCE

Semplice e divertente con unz unz e Rolls Royce a tutto spiano, questa canzone è una Vita spericolata 2.0: “No non è vita è rock’n’roll“. Outsider a tutti gli effetti Lauro se la gioca con molta leggerezza e non nella sua trap-comfort zone. Mah.

ARISA  – MI SENTO BENE

La canzone parte e chiude  lirica  ma racchiude nel cuore il mondo di Sincerità e di Lelio Luttazzi.  Rimane la sorpresa e il profumo di uno show d’altri tempi. Penombra e luce si alternano come gli stili e i battiti e “Se non ci penso più mi sento bene“. Piacerà.

LOREDANA BERTE’  – COSA TI ASPETTI DA ME

In forma e con una gran voce, Loredana tiene su con grande tensione una canzone fatta di domande, bilanci e riflessioni sull’amore: “Ma io non posso credere che esista un altro amore come te….” ma nulla di nostalgico o passatista. La Bertè si è sicuramente ritrovata e i suoi fan non avranno delusioni. Coerente.

Simone Cristicchi e Nino d’Angelo

BOOMDABASH  – PER UN MILIONE

Suono caldo ed estivo ma non troppo. Ottima per ingannare l’inverno (anche della vita): “Ti aspetterò perché sei tu che porti il sole”. La salvezza nei rapporti, le attese e il guizzo della quotidianità. Radiofonica senza strafare.

FEDERICA CARTA E SHADE – SENZA FARLO APPOSTA

Canzone teen e onesta con un buon impasto delle voci. Lui sfrutta le doti recitative, lei porta la melodia. Il brano è orecchiabile anche se prevedibile come il tema dell’amore a senso unico “E sono qui stasera ancora un’altra volta” ma loro profumano di buono. Quota bravi ragazzi.

SIMONE CRISTICCHI – ABBI CURA DI ME

Con Simone è arrivata la prima lacrima: “Il tempo ti cambia fuori, dentro ti cambia l’amore”. Manuale di psicologia applicata alla vita e un’apertura orchestrale commovente verso la fine. Cristicchi guarda negli occhi le canzoni e le fa entrare nell’anima. Curativa.

NINO D’ANGELO E LIVIO CORI – UN’ALTRA LUCE

Due voci e due generazioni che si incrociano attraversando la lingua italiana e napoletana. “Mai nessuno ha mai capito come scaldarmi…” incalza ipnotico e coinvolgente Livio Cori. Suoni che allontanano tutti le tentazioni neomelodiche. Inaspettata e affascinante.

Solo Big, niente Nuove Proposte

EINAR – PAROLE NUOVE

A dispetto del titolo e della giovane età, Einar propone una delle canzoni più canonicamente sanremesi:  “Se te ne vai scriverò l’amore con parole nuove”. Avrei rischiato un percorso più attuale. Stantio.

EX OTAGO – SOLO UNA CANZONE

Cantare l’amore adulto non è semplice, soprattutto se si ha un’età che gira attorno ai 30 anni, ma gli Ex Otago ce la fanno benissimo. Con voce seducente accarezzata da luce e malinconia,  arriva finalmente una canzone che tratta il lato scomodo dell’amore: “Non è semplice restare complici…quando l’amore non è giovane”. Intrigante.

GHEMON – ROSE VIOLA

La voce di Ghemon è speciale, ma non per tutti. “Com’è difficile salvarsi…”  dalla solitudine e dalle spine sulle lenzuola recita un brano che porta rose viola alle orecchie di tutti. Come in un museo, servirà attenzione. Elegante.

IL VOLO – MUSICA CHE RESTA

Super classici come sempre e con un’età anagrafica lontana da quella delle loro canzoni: “Amore abbracciami e proteggimi…siamo musica che resta”. Riscuoteranno consensi, ma sono molto lontani dal mio gusto. Epica.

Più tardi le considerazioni anche sulle restanti 12 canzoni in gara. Stay tuned

Paola Gallo

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