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Ha da passà a nuttata: la biblioteca di Rozzano celebra il genio di Eduardo De Filippo

Un omaggio ad uno dei più grandi autori del teatro italiano.

Ha da passà a nuttata: la biblioteca di Rozzano celebra il genio di Eduardo De Filippo.

Ha da passà a nuttata: la biblioteca di Rozzano celebra il genio di Eduardo De Filippo

ROZZANO – “A vita è tosta e nisciuno ti aiuta, o meglio ce sta chi t’aiuta ma una vota sola, pe’ pute’ di’: T’aggio aiutato”. Le citazioni di Eduardo De Filippo sono “antiche “ di decenni, ma più che mai attuali, come lui, il genio partenopeo che è stato in grado di rivoluzionare l’opera teatrale italiana e farne spunto di ispirazione e riflessione senza tempo.

All’avanguardia già nei primi anni del Novecento.

Teatro significa vivere sul serio quello che gli altri, nella vita, recitano male”, diceva, parlando del suo lavoro. Mentre sulla società aveva le idee chiare: “Tutto ha inizio sempre da uno stimolo emotivo: reazione a un’ingiustizia, sdegno per l’ipocrisia mia e altrui, solidarietà e simpatia umana per una persona o un gruppo di persone, ribellione contro leggi superate e anacronistiche con il mondo di oggi”. Insomma, un personaggio all’avanguardia già nei primi anni del Novecento.

Teatro e impegno politico

Nato a Napoli nel 1900, nel quartiere Chiaia, De Filippo inizia a calcare le scene a quattro anni e cresce sul palcoscenico insieme ai fratelli Titina e Peppino (figli dell’attore Eduardo Scarpetta). Affermato e rispettato come attore, diventa poi protagonista, a partire dagli anni Trenta, di un tipo di teatro nuovo, fatto di umorismo e farse. È del 1931 Natale in casa Cupiello, la commedia più celebre di Eduardo, tradotta in tutto il mondo. Una carriera teatrale a cui affiancava l’impegno politico e la sua personale battaglia per tutelare i minori rinchiusi in carcere. Eduardo ha vantato anche collaborazioni eccellenti con il panorama cinematografico italiano, una tra tutte, quella con l’amico Vittorio De Sica con cui ha realizzato diversi film. L’ultimo ruolo dell’attore, prima di morire nel 1984 a Roma, è stato televisivo con l’interpretazione del vecchio maestro dello sceneggiato Cuore del regista Luigi Comencini.

Alla Biblioteca di Rozzano

Per celebrare uno dei più grandi autori del teatro italiano, la Biblioteca di Rozzano ha deciso di dedicare al genio napoletano la vetrina di questa settimana, con uno scaffale pieno della sua bibliografia. Non solo libri che raccontano la vita dell’attore, drammaturgo, poeta e regista partenopeo, ma anche molti dvd delle commedie e dei suoi film. “È stata una vita di sacrifici – diceva Eduardo –. E di gelo. Così si fa il teatro. Così ho fatto”. E poi, celebre in Napoli milionaria! la frase che parla di voglia di rinascita e attesa, riferita al periodo di guerra che aveva devastato l’Italia e gli italiani, con il desiderio di superare il momento e tornare a vivere. Superare un periodo difficile, un momento di buio, senza luce, ma con la consapevolezza e la forza di uscirne: “S’ha da aspettà – diceva Eduardo –. Ha da passà ‘a nuttata”.

FG

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