Giornale dei Navigli > Cultura e turismo > A spasso per i Navigli, in cerca di atmosfere bohémien
Cultura e turismo Naviglio grande -

A spasso per i Navigli, in cerca di atmosfere bohémien

Negli ultimi anni il capoluogo lombardo sta vivendo una stagione di splendore

Che Milano non sia sinonimo di nebbia, grigiore e culto del lavoro lo abbiamo capito da un pezzo: soprattutto negli ultimi anni il capoluogo lombardo sta vivendo una stagione di splendore, tanto da essersi guadagnata, nel 2018, il titolo di città più vivibile d’Italia. L’attrattiva per i turisti cresce di conseguenza: lo dimostrano recenti dati elaborati dalla Camera di Commercio delle province di Milano, Monza Brianza e Lodi, che fotografano un costante aumento di afflussi. Lo scorso anno sono approdate all’ombra della Madonnina 7,7 milioni di persone (+2% rispetto al 2017), mentre le presenze sono state 15,7 milioni (+1,6%): si tratta soprattutto di turisti stranieri, ma stanno aumentando anche gli italiani che finalmente, e forse vincendo qualche pregiudizio, iniziano a cedere al fascino di una città a lungo sottovalutata.

Eppure Milano è un luogo incredibilmente ricco di attrattive, con alcune tappe d’obbligo per chi la visita la prima volta: il Duomo, ma anche il Castello Sforzesco, la Basilica di Sant’Ambrogio e il Cenacolo vinciano, così come la Pinacoteca di Brera, il Museo del Novecento o la Fondazione Prada, soltanto per ricordare le principali. I veri “flâneur”, ossia coloro che amano passeggiare quasi perdendosi, senza una vera e propria meta, non potranno mancare un lungo giro fra i Navigli, una delle zone più caratteristiche della città: oltre a quello della Martesana o Piccolo, che si snoda lungo la zona Nord della città fino ai bastioni di Porta Nuova, e che meriterebbe, avendone il tempo, una passeggiata a parte, quelli più frequentati sono il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese.

Per avvicinarsi il più possibile alla zona in cui si trovano, è senza dubbio consigliabile “liberarsi” dell’auto, lasciandola presso una struttura custodita: una regola sempre valida se ci si muove in centro a Milano, peraltro ottimamente servita dalla metro e dai mezzi di superficie. Il suggerimento è dunque di premunirsi sfruttando l’aiuto della Rete, per scoprire dove parcheggiare a Milano in zona Navigli. In questo modo si avrà la possibilità di essere indirizzati su MyParking, piattaforma aggregatrice che riunisce i più qualificati parcheggi delle principali città italiane, e che consente non soltanto di prenotarli, ma anche di pagarli anticipatamente a tariffe sempre molto convenienti. Non solo: su MyParking è presente un’area riservata, dedicata agli utenti che scelgono di registrarsi godendo di ulteriori sconti, servizi e offerte esclusive. Nell’area riservata è inoltre possibile creare la propria personale “playlist” di parcheggi, salvando le ricerche più recenti e creando un elenco di parcheggi preferiti, da consultare per prenotare con ancor più rapidità quando necessario.

Una volta individuato il parcheggio più adatto alle proprie necessità, ci si potrà finalmente tuffare in questo vivace quartiere, cuore della movida milanese. Il primo tratto di Naviglio Grande che dalla Darsena, ossia il punto in cui i navigli si congiungono, si allunga verso il Ticino, offre squarci talmente pittoreschi da dare l’impressione di trovarsi in un mondo a parte: come il Vicolo dei Lavandai, in cui è presente un antico lavatoio presso il quale, fino agli anni Cinquanta del secolo scorso, le massaie milanesi si recavano per fare il bucato. Assolutamente da vedere è anche l’antica Chiesa di San Cristoforo sul Naviglio, risalente al Trecento e composta di due diversi edifici affiancati l’uno all’altro. Passeggiando in questa zona è possibile imbattersi in un viavai di canoe che transitano lungo le acque del Naviglio, con un effetto quasi surreale; proprio qui, infatti, ha sede la storica sede della Società Canottieri Milano, fra le più antiche d’Italia. Tuttora attiva, questa prestigiosa società polisportiva ha nel canottaggio il suo “fiore all’occhiello” e anche in piano inverno gli atleti, guidati dagli istruttori che li sorvegliano dall’alto impartendo loro direttive, si dedicano ai loro allenamenti. Il Naviglio Grande, punteggiato di bistrot, ristoranti, atelier d’arte e locali alla moda oltre che da boutique e negozietti che propongono abbigliamento e oggettistica di gusto ricercato, è teatro ogni ultima domenica del mese di un mercatone di antiquariato e modernariato imperdibile per gli amanti dello shopping.

Il Naviglio Pavese, che dalla Darsena si protende invece verso Binasco e Pavia, è caratterizzato da un’atmosfera ancor più informale, forse più “ruspante” e meno boho-chic. Punto di ritrovo degli under 30 grazie ai tanti locali che lo fiancheggiano, si sta progressivamente animando anche nelle zone più lontane da Piazza XIV Maggio, oltre la circonvallazione delimitata da Viale Tibaldi: ristoranti di tendenza (fra cui lo stellato Sadler) e persino Cantina Urbana, in cui si può degustare vino prodotto in città sorgono infatti su questo tratto di Via Ascanio Sforza.

Il Naviglio Pavese è attraversato da “conche” o “chiuse” costruite fra il 1600 e il 1800, costruite con lo scopo di fare fronte al dislivello esistente con la Darsena: fra le più note ritroviamo la Conchetta e la Conca Fallata, che sorge in corrispondenza della ex cartiera Binda, oggi sapientemente ristrutturata e diventata un elegante complesso abitativo. Poco prima ci s’imbatte nella Chiesa Rossa, una minuscola e antica chiesa che si trova nelle adiacenze di un vasto parco e di una moderna biblioteca; da non confondersi con la vicina Chiesa di Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa, che merita una piccola deviazione verso est (sono cinque minuti a piedi) per la “sorpresa” che custodisce. All’interno di questa moderna costruzione in stile neoromanico si trova dal 1997 l’opera Untitled, firmata dall’artista minimalista Dan Flavin, formata da tubi al neon blu, verdi, rossi e oro e a luce di Wood che rimandano alle variazioni della luce del giorno e, nella disposizione, richiamano i mosaici delle antiche chiese bizantine.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articolo precedente
Articolo precedente