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Vigilantes al Palazzo di Giustizia e personale a Lidl favorendo mafiosi: imprenditori condannati

Il Comune di Milano riceverà un risarcimento per danno di immagine.

Vigilantes al Palazzo di Giustizia

Vigilantes al Palazzo di Giustizia e personale a Lidl favorendo mafiosi: imprenditori condannati

Vigilantes al Palazzo di Giustizia e personale a Lidl favorendo mafiosi: imprenditori condannati

MILANO – La rete s’era chiusa attorno a sette imprenditori nella primavera 2017. A un anno e mezzo di distanza sono stati condannati in primo grado per associazione a delinquere al Palazzo di Giustizia di Milano. E con un’aggravante non da poco: quella di aver agevolato il clan catanese dei Laudani.

Importanti commesse

Il gruppo aveva fornito fino al 2017 i vigilantes proprio del Palazzo di Giustizia, ad esempio. Ma anche personale per gli allestimenti di alcuni punti di vendita dei supermercati Lidl.

Fornivano vigilantes per Tribunale e personale a Lidl favorendo mafiosi: i nomi

Le pene: 8 anni e 6 mesi ad Alessandro Fazio, di Lissone come il fratello Nicola ex titolare della Securpolice condannato a 5 anni e mezzo; sette anni a Emanuele Micelotta e a Giacomo Politi di Meda.

Non è finita: la condanna più pesante è stata inflitta a un imprenditore di Bollate, 16 anni e 4 mesi a Luigi Alecci.

Riconosciuto danno d’immagine per il Comune

Invece, sempre 8 anni e 4 mesi anche per Salvatore Di Mauro e 4 anni e mezzo per Alfonso Parlagreco. Assolto per non aver commesso il fatto invece Simone Suriano, ex funzionario della Lidl. Disposte confische per circa 350.000 euro, il Comune di Milano riceverà un risarcimento per danno di immagine.

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