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Si impicca in carcere l’assassino di Roberta Priore: l’aveva soffocata con un cuscino

Aveva confessato il delitto subito, appena bloccato sulle scale dell’appartamento di via Piranesi.

Si impicca in carcere l’assassino di Roberta Priore: l’aveva soffocata con un cuscino.

Si impicca in carcere l’assassino di Roberta Priore: l’aveva soffocata con un cuscino

MILANO – Ha confessato il delitto subito, appena le forze dell’ordine lo hanno bloccato sulle scale dell’appartamento di via Piranesi: “Sono stato io a ucciderla, l’ho soffocata con un cuscino per farla smettere di parlare”, ha detto il 48enne Pietro Carlo Artusi davanti ai poliziotti.

La triste vicenda

L’aveva ammazzata così Roberta Priore, 53 anni, sua compagna da qualche mese. Una storia di litigi, dipendenze, discussioni continue su cui erano già intervenute le forze dell’ordine. Martedì scorso, dopo una colluttazione, ha preso un cuscino e l’ha soffocata. Poi ha cercato di rompere i tubi del gas, di appiccare un incendio, ma la polizia è arrivata prima e lo ha arrestato.

La corsa in ospedale risultata vana

Gli agenti lo hanno portato in carcere, a San Vittore. Nella sua cella ha provato a togliersi la vita impiccandosi alle sbarre. Inutile la corsa in ospedale, dove è stato portato in condizioni disperate: era in coma irreversibile e la commissione dei medici convocata per valutare la morte cerebrale ha dichiarato il decesso poche ore dopo.

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