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Pruiti su Papalia in casa lavoro: Ha continuato a sfidare lo Stato

"L’ho sempre detto e lo ribadisco, per me Rocco Papalia non è e non sarà mai un cittadino normale” così il sindaco.

Pruiti su Papalia

Pruiti su Papalia in casa lavoro: Ha continuato a sfidare lo Stato.

Pruiti su Papalia in casa lavoro: Ha continuato a sfidare lo Stato

BUCCINASCO – La decisione del Tribunale di Sorveglianza ha costretto Rocco Papalia a partire per una casa lavoro, un provvedimento simile al carcere che il boss ha cercato fino all’ultimo di evitare, presentando cartelle cliniche che potessero attestare le condizioni precarie di salute, provando a giustificare i comportamenti che lo avevano portato una volta a guidare l’auto senza patente (“Mi servivano urgentemente delle medicine”, aveva raccontato) e a insultare i giornalisti quando se li è trovati davanti.

La partenza nella giornata di ieri

Si è giustificato, ci ha provato, ha persino detto che “la Procura di Milano mi vuole morto”, ritenendo la misura della casa lavoro troppo restrittiva per lui. Niente da fare, il 67enne è partito ieri. Hanno pesato troppo le frequentazioni che Papalia ha continuato ad avere con pregiudicati di “caratura criminale notevole”, segnale che i rapporti con la ‘ndrangheta non sono mai stati troncati, anzi. Due colpi in pochi giorni per la famiglia: alla moglie di Papalia Adriana Feletti la Prefettura ha chiuso il bar a Milano con un’interdittiva antimafia, proprio per i legami della famiglia con le cosche. Ora Papalia dovrà stare due anni in una casa lavoro, così come aveva chiesto il pm Adriana Blasco.

Il commento del sindaco Pruiti

“Ne prendiamo atto – commenta il sindaco di Buccinasco Rino Pruiti – le decisioni dei giudici non si discutono. Noi continueremo a batterci affinché la villa di via Nearco, che ci vede confinanti con la famiglia di Papalia, resti divisa così com’è oggi a tutela dei ragazzi minori che ospitiamo. E continueremo con la nostra azione amministrativa e culturale per contrastare la criminalità organizzata”.

Ha continuato a sfidare lo Stato

“Rocco Papalia – continua il sindaco – è tornato a Buccinasco dopo 26 anni di carcere e ha continuato a sfidare lo Stato, senza mai pentirsi per i reati commessi né mai chiedere scusa alle vittime e alle loro famiglie. Consideriamo una provocazione e il tentativo di affermare il proprio potere e il proprio ruolo anche la richiesta dell’uso del cortile di via Nearco e la richiesta di silenzio. L’ho sempre detto e lo ribadisco, per me Rocco Papalia non è e non sarà mai un cittadino normale”.

In ultimo, un ringraziamento doveroso alle forze dell’ordine e al prefetto di Milano Luciana Lamorgese, “che, fin dal suo insediamento, non ci ha fatto mancare la sua concreta presenza e attenzione – conclude Pruiti –. Grazie anche alla Compagnia dei carabinieri di Corsico guidati dal capitano Pasquale Puca e alla nostra locale Stazione dei carabinieri di Buccinasco con il comandante Vincenzo Vullo, per l’egregio lavoro di controllo e tutela del nostro territorio, un contesto non facile proprio per la presenza della criminalità organizzata”.

Francesca Grillo

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