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Piscina comunale, l’opposizione abbandona il Consiglio

Raimondo: "A sei mesi dalle elezioni sarebbe stato più responsabile lasciare la decisione alla prossima amministrazione"

piscina comunale

Piscina comunale, l’opposizione abbandona il Consiglio.

Piscina comunale, l’opposizione abbandona il Consiglio

CESANO BOSCONE – Se qualcuno aveva dei dubbi sull’inizio della campagna elettorale a Cesano, la serata di ieri sera in consiglio comunale ha chiarito ogni perplessità.

Pagina nera per la città

Lo scontro si fa duro e si parte dal tema che sta davvero a cuore ai cesanesi: la questione piscina comunale. Una pagina nera per la storia della città, con quel fallimento che è costato 4 milioni di euro (poi ricalcolati a meno di due) del project financing sotto la precendente amministrazione. La piscina, rimasta aperta per poche settimane e solo parzialmente, è stata consumata dal degrado, in preda a vandali e incivili che hanno rubato tutto quello che si poteva portare via trasformandola in un ecomostro.

La cordata di imprese

La luce in fondo al tunnel si chiama RTI, Raggruppamento Temporaneo di Imprese, costituito da Gruppo bancario ICCREA, dal Consorzio Ercole, che costruisce impianti sportivi, e da A&T Europe spa, della quale fa parte anche la società Piscine Castiglione, attiva dal 1961, che ha realizzato impianti per giochi olimpici e mondiali. In sostanza, una cordata di imprenditori pronti a investire 6 milioni di euro per il rilancio dell’impianto.

Le contestazioni di Raimondo

Se ne doveva parlare ieri sera in consiglio, ma l’opposizione ha lasciato i banchi vuoti. “Ieri sera – racconta il consigliere di Fratelli d’Italia Fabio Raimondo –, alla presenza dei soli consiglieri di maggioranza Pd e lista civica, il consiglio ha approvato la variazione di bilancio che impegna i primi 600mila euro degli oltre 6 milioni previsti per la realizzazione della piscina. Il regolamento consiliare stabilisce che gli atti relativi alle proposte iscritte all’ordine del giorno devono essere messi a disposizione dei consiglieri almeno 72 ore prima, ma gli ultimi atti del Collegio dei Revisori dei Conti sono stati trasmessi solo nel pomeriggio”. In più, Raimondo contesta che una delibera citata dai revisori “non è stata pubblicata all’albo pretorio, per cui i consiglieri non ne sono a conoscenza”, spiega il consigliere.

“Scriverò al Prefetto”

Aggiunge Raimondo: “Ho chiesto di rinviare il punto all’ordine del giorno e una breve sospensione, ma il presidente – Giovanni Bianco, ndr – ha ritenuto di procedere ugualmente, con il rischio che tutti gli atti conseguenti a questa delibera vengano annullati”. Da qui, la decisione insieme agli altri consiglieri di opposizione di abbandonare l’aula. “Scriverò al Prefetto perché questa arroganza non è più tollerabile”, tira la stoccata Raimondo.

Il sindaco: “due questioni formali risibili”

“Da sincero democratico sono rattristato del fatto che al momento della discussione sulla variazione di bilancio il Movimento 5 Sstelle e Fratelli d’Italia siano usciti dall’aula. Assenti i consiglieri Cella, Guastafierro e Altitonante, Todaro è andata via per esigenze lavorative credo. La maggioranza, quindi, si è trovata da sola a discutere della piscina. L’abbandono di Insinsola e Raimondo è stato motivato da due questioni formali risibili”, replica il sindaco Simone Negri.

La posizione di Negri

Sul tema della delibera non pubblicata, “io certamente devo firmare la delibera, ma comunque aveva il carattere dell’immediata eseguibilità ed era quindi valida per i suoi effetti indipendentemente dalla mia firma”, spiega il primo cittadino. Sull’integrazione del Collegio dei Revisori con una nota su alcuni rilievi “mossi all’idoneità del piano economico finanziario, rispondo che siamo di fronte a un’autorità indipendente dalla Giunta ed essendosi già espressa positivamente sulla fattibilità dell’opera, ha sentito l’esigenza di aggiungere delle annotazioni, senza però cambiarne la sostanza”.

“Era nelle condizioni di esprimersi sulla piscina”

Secondo il sindaco, “la minoranza aveva a disposizione da tempo tutto il materiale, compresi gli allegati della proposta che abbiamo ricevuto: era quindi nelle condizioni di esprimersi sulla piscina e non l’hanno fatto”. Ma per Raimondo “l’opposizione ha appreso di questo investimento da 6 milioni il 19 novembre. In soli dieci giorni, in fretta e furia, l’Amministrazione ha predisposto una variazione di bilancio ingente, sollevando perplessità anche dal Collegio dei Revisori che solo ieri ha ricevuto da parte del Comune il piano economico finanziario nella sua interezza”.

“Perché tanta fretta?”

La domanda che si pone il consigliere è “perché tanta fretta? Il sindaco dice di aver ereditato 4 milioni di debiti, ma al suo successore ne lascia 6 milioni e a pagare saranno sempre i cittadini. Ci definisce irresponsabili, ma a soli sei mesi dalle elezioni sarebbe stato più responsabile lasciare questa decisione alla prossima amministrazione, sentita la volontà dei cesanesi”. Il sindaco replica: “Abbandonare l’aula è un male per la democrazia. I consiglieri avrebbero potuto stare in aula, partecipare al dibattito, mettere in luce le criticità. Questo non è rispetto delle istituzioni e dei propri elettori. Qui si parla del valore del senso di responsabilità”. Un valore che ribadisce sul progetto della piscina: “Il piano è stato analizzato da un avvocato specializzato e da una società di revisione e solo a seguito del parere favorevole abbiamo definito percorribile questa strada. Non vogliamo far correre nessun rischio al Comune, non possiamo permetterci di sbagliare”. Sei mesi alla campagna elettorale, ma il clima è già caldo. Le premesse per lo scontro, diciamo, vivace, ci sono tutte.

FG

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