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Pestaggio e spari a Rozzano, arrestato aggressore

Indagine lampo dei carabinieri di Rozzano che hanno individuato il primo dei responsabili

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Pestaggio e spari a Rozzano, arrestato aggressore.

Pestaggio e spari a Rozzano, arrestato aggressore

ROZZANO – Un indagine lampo, durata meno di cinque giorni. Dal momento dell’aggressione e dell’intimidazione, i carabinieri della stazione di Rozzano, guidati dal comandante Massimiliano Filiberti, ci hanno messo poco a trovare il primo dei responsabili del feroce pestaggio.

Sabato scorso

Passo indietro a sabato scorso, quando gli abitanti sentono urla e botte dai balconi vicino a viale Lombardia, poco distante da dove è iniiata l’aggressione. La vittima era un ragazzo di 27 anni, di origini marocchine, pestato a sangue con calci, pugni e bastonate in testa e sul viso. Lo hanno accerchiato, poi è iniziato il massacro. Il giovane è riuscito a scappare e a chiamare aiuto: in pochi minuti i carabinieri sono intervenuti sul posto, iniziando le indagini serrate. Sul luogo anche un’ambulanza che ha portato la vittima al pronto soccorso dell’ospedale Humanitas di Rozzano per lesioni alla testa e trauma al naso, ma per fortuna le condizioni non sono critiche.

Colpi di  kalashnikov

Per mettergli paura, gli aggressori avevano sparato in aria due colpi di kalashnikov: i militari avevano trovato due bossoli calibro 7,62×39, poco distante da dove era avvenuto il pestaggio.

Manette ai polsi al primo aggressore

Indagini immediate, lampo, si diceva, tanto da riuscire a mettere le manette ai polsi del primo aggressore: un 26enne di origine albanese, già conosciuto alle forze dell’ordine per precedenti legati allo spaccio di droga e al possesso di armi, affidato in prova ai servizi sociali.

Arrestato e portato a San Vittore

Pena alternativa sospesa: l’ordine di carcerazione è arrivato dal Tribunale di Sorveglianza di Milano e i carabinieri di Rozzano lo hanno arrestato e portato a San Vittore. È stato lui, insieme ad altri complici, ad aggredire il ragazzo marocchino vicino al Didi bar di via Mimose. All’origine del pestaggio e del gesto intimidatorio, forse un regolamento di conti: i carabinieri stanno lavorando per cercare di chiarire lo scenario e trovare i complici del giovane albanese.

Francesca Grillo

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