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Papalia rivuole il cortile. Pruiti: Mai, pronto a trasferirmi lì (VIDEO)

“Una provocazione e l’ennesima sfida allo Stato, siamo pronti ad affrontare un’eventuale causa". Con lui ieri sera in consiglio comunale c’erano anche le forze di opposizione.

Papalia rivuole il cortile

Papalia rivuole il cortile. Pruiti: Mai, pronto a trasferirmi qui.

Papalia rivuole il cortile. Pruiti: Mai, pronto a trasferirmi qui

BUCCINASCO – Nel cortile di via Nearco si è parlato di ‘ndrangheta. Ci sono passate le istituzioni. Prima l’ex sindaco Maiorano, quando un paio di anni fa aveva portato il sostegno ai ragazzi di Libera che avevano rimesso a nuovo quella parte di villa. Ci era andato perché i ragazzi avevano trovato sui muri scritte minacciose, che poi avevano coperto con il bianco. Tutto pulito, candido. Senza macchie, lì dove macchie ce ne erano tante. Avevano avuto paura i ragazzi più piccoli, quando avevano ripulito con fatica le scale, per un giorno intero, scrostando e verniciando, e il giorno dopo se le erano trovate piene di escrementi di uccelli. Qualcuno ci aveva buttato i semi, per farci andare apposta i piccioni. E quindi ci era passato il sindaco Maiorano, per dirgli: “Siamo con voi, non vi abbandoniamo”. C’erano andati i carabinieri di Buccinasco, per dire “ci siamo”.

L’utilizzo del cortile

Papalia rivuole il cortileIl cortile sul retro della villetta non è grande. D’estate i minori profughi arrivati coi barconi montano quattro tavolini e studiano italiano con i volontari di Villa Amantea. Quando inizia a fare caldo, mamma Daniela e papà Sandro aprono il tavolo grosso e sopra ci finiscono profumi e sapori africani, con l’odore di spezie così intenso che si sente già dal cancello. Ma anche quelli del Sud di BuonMercato e dei ragazzi che appoggiano le cooperative anticamorra. A destra, in un angolino, c’era un santuario con la Madonna dei Polsi calabrese, l’icona dell’Aspromonte che in Nearco apriva le braccia da quell’angolo di cortile.

Di fronte a lei, due box, dove di solito ci vanno dentro le macchine. Ma questi avevano la porta, blindata. In quel cortile si è parlato di mafia con Libera, con le associazioni del territorio, ma anche con il Comune che ha organizzato gli incontri che raccontavano la mafia, lì, con i Papalia ad ascoltare. Un cortile che è diventato un po’ il simbolo della lotta alla criminalità organizzata, dove i ragazi hanno scritto sui muri “Bene confiscato: qui la mafia ha perso”.

La richiesta di Rocco Papalia

Rocco Papalia è andato in Comune qualche settimana fa, accompagnato dalla moglie Adriana Feletti: “Quel cortile è anche nostro, vogliamo usarlo”, hanno chiesto. Magari per organizzarci cerimonie, feste di compleanno. O incontri, e magari hanno avuto la stessa idea di chi parla di loro come la famiglia, insieme ai Barbaro, legata dal sangue (e dagli affari), più potente di Buccinasco, che ha fatto la storia, i ricordi (quelli brutti, quelli che non fanno dormire la notte) dei traffici di armi e droga, con narcos esperti, dei sequestri di persona e degli omicidi. Lo vogliono usare anche loro quel cortile.

Pruiti: “Una provocazione”

“Una provocazione e l’ennesima sfida allo Stato, siamo pronti ad affrontare un’eventuale causa”, ha detto il sindaco Rino Pruiti che proprio non ci sta a scendere a patti e accordi con Papalia. Con lui ieri sera in consiglio comunale c’erano anche le forze di opposizione.

L’ordine del giorno urgente approvata all’unanimità (Il Video)

La prima a schierarsi, il Movimento Cinque Stelle, con Alberto Schiavone, che ha proposto l’ordine del giorno urgente e ha palesato “sostegno incondizionato su questo tema con il sindaco. La mafia va combattuta tutti insieme e non vogliamo scendere a compromessi. Massima solidarietà e appoggio sull’iniziativa del primo cittadino”. Una decisione storica: tutto il consiglio ha confermato il sostegno a Pruiti che, da parte sua, ringrazia “di cuore.

L’istituzione compatta

Un bel segnale, l’istituzione è compatta. Buccinasco è contro le mafie”. Per sottolineare il concetto, il sindaco è pronto a gesti forti: “Se i giudici ci daranno torto e concederanno l’uso del cortile a Papalia, rispetteremo ovviamente la sentenza, ma trasferirò in via Nearco il mio ufficio e inviterò la Giunta a riunirsi sempre lì. Noi non arretriamo”.

Francesca Grillo

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