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Legami mafiosi, il prefetto chiude bar della moglie di Papalia

Il provvedimento firmato dal prefetto Luciana Lamorgese.

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Legami mafiosi, il prefetto chiude bar della moglie di Papalia.

Legami mafiosi, il prefetto chiude bar della moglie di Papalia

MILANO – Non è essere figli o mogli di pregiudicati, criminali e delinquenti che deve far pagare le colpe dei parenti. E infatti il provvedimento firmato dal prefetto Luciana Lamorgese non è stato fatto per “punire” figlie e mogli di. Ma perché la ‘ndrangheta è un albero con radici forti, capaci di ramificare e inghiottire, influenzare chiunque ne sia in contatto. L’interdittiva antimafia è arrivata venerdì sera: da allora, il Pancaffè di via Lodovico il Moro al 159 ha le serrande abbassate.  La proprietaria al 99% è Adriana Feletti, 64 anni. Il rimanente 1% è della figlia Serafina, 39 anni.

Legami difficili

La prima è la moglie, la seconda è la figlia di Rocco Papalia, 67 anni, uscito l’anno scorso (per un ricalcolo della pena) dal carcere di Secondigliano dopo aver scontato 25 anni di reclusione. Omicidio (nel 1976, fuori dalla discoteca milanese Skylab, di Giuseppe De Rosa, ammazzato con due colpi al petto e uno alla testa), sequestri, droga, associazione. Accuse pesanti per Papalia, sottoposto ora al provvedimento della libertà vigilata. Il giudice del Tribunale di Sorveglianza deciderà in questi giorni se accogliere le richieste presentate dal pm Adriana Blasco che chiede per Papalia l’inasprimento del provvedimento.

Parentele, intrecci, legami a doppio filo con personaggi legati alla criminalità organizzata, che a Buccinasco, dove ancora vivono i Papalia, si chiama ‘ndrangheta. Qui, alle porte di Milano, nginu Rocco con i fratelli Antonio e Domenico (entrambi fine pena mai) hanno tessuto la pericolosa rete fatta di affari sporchi portati dalla Calabria. Intrecci che legano insieme i Papalia con i Barbaro, potente cosca che nel Sud Milano ha dettato legge nel movimento terra.

Salvatore Barbaro, 43 anni, figlio del boss Domenico detto micu l’australiano, ha sposato Serafina, la figlia di Rocco. Salvatore è ancora in carcere, accusato di bancarotta fraudolenta e associazione. Precedenti pesanti anche per il cognato di Salvatore e Serafina, Giuseppe Pangallo, che ha sposato l’altra figlia di Rocco e Adriana, Rosanna. Continuità di rapporti famigliari che proseguono con le nuove generazioni, con fidanzamenti e promesse di matrimonio.

“È l’unica nostra fonte di reddito”

Reti dalle maglie fitte che spiegano il rischio di penetrazione mafiosa anche negli affari della società del Pancaffè. “L’unica nostra fonte di reddito”, aveva raccontato Adriana Feletti che sta dietro il bancone del baretto insieme alla figlia e alla nipote. Un provvedimento fatto per prevenire il rischio, concreto, vivissimo per la prefettura, di infiltrazioni mafiose. Non è da escludere che la proprietaria farà ricorso contro l’interdittiva. Per ora, serrande abbassate.

Francesca Grillo

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