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Un paziente segnala la dottoressa malata di sclerosi: “Non può lavorare” e lei deve smettere

Centinaia di pazienti difendono il proprio medico di base: "Un'ingiustizia"

dottoressa malata di sclerosi

Un paziente segnala la dottoressa malata di sclerosi: “Non può lavorare” e lei deve smettere

Un paziente segnala la dottoressa malata di sclerosi: “Non può lavorare” e lei deve smettere

TREZZANO SUL NAVIGLIO – Una segnalazione mandata da un paziente all’Ats: “La dottoressa è malata e quindi non dovrebbe lavorare”.

La segnalazione

Parole dure, soprattutto se rivolte a una professionista che combatte contro la sclerosi multipla da tanti anni, pur avendone lei solo 40. La segnalazione si tramuta in una visita medica collegiale, dove vengono consegnati tutti i documenti che attestano la malattia (che la dottoressa non aveva mai nascosto) ma nessuna grave disabilità che compromette la sua professionalità.

Le reazioni

E a ribadire che la dottoressa è una persona “di grande valore, soprattutto umano”, ci hanno pensato i suoi pazienti: centinaia di assistiti ci hanno tenuto a mostrarle solidarietà e comprensione. Mentre per chi ha fatto la segnalazione hanno riservato parole di disprezzo, soprattutto dopo aver conosciuto l’esito dell’atto: “Dopo la visita medica collegiale – racconta la mamma della dottoressa, comprensibilmente addolorata e sconvolta per quanto le sta capitando –, ha dovuto sostenere a sue spese ulteriori test, durati diverse ore”. Esito, secondo la commissione: “deterioramento di moderata gravità”. “La commissione intende quindi applicare l’articolo 19, lettera f, dell’accordo collettivo, cioè considerare la dottoressa incapace e non idonea a svolgere la professione”, spiega la mamma con la voce rotta dal dispiacere.

In attesa della comunicazione

La comunicazione ufficiale deve ancora arrivare, ma forse è un temporeggiare dovuto alla carenza di medici di base che sul territorio sta pesando, con specialisti che vanno in pensione e non vengono rimpiazzati, lasciando così le famiglie senza professionisti. Insomma, alla dottoressa non rimane che chiudere la porta dell’ambulatorio, con tanto rammarico ma soprattutto con centinaia di pazienti dispiaciuti, che hanno inondato i social con commenti positivi, vicinanza e solidarietà:

Le manifestazioni di stima

“La dottoressa è brava, competente, precisa, scrupolosa. Una persona di rara umanità. Rimaneva in studio ad aspettare anche fuori dal suo orario se c’era qualche problema. Una disponibilità mai vista in altri medici. E una professionalità unica: una persona attenta e con tanta passione per il suo lavoro”. Centinaia i commenti che sottolineano la bravura e la competenza della dottoressa, dove nessuno parla di disabilità ma, anzi, di “forza che mostrava ogni giorno, combattendo la malattia, affrontandola, dandoci forza e speranza, con un approccio che incoraggiava ad affrontare le patologie in modo positivo”. Alla già drammatica segnalazione del paziente, si aggiunge la calunnia: “Ha scritto che lavorava solo un’ora al giorno e che non è neanche laureata: che assurdità”, dice la mamma che avrebbe voluto un approccio diverso da parte di Ats, magari con incontri personali per capire la situazione e approfondimenti. La pensano così anche i pazienti: “Chiedete a noi se la dottoressa non è in grado di lavorare”, hanno tuonato sui social, disposti a raccogliere firme e a mandare lettere ad Ats per impedire che la dottoressa smetta di lavorare.

Il sindaco Fabio Bottero

Sul caso è intervenuto anche il sindaco Fabio Bottero: “Ho letto e sono rimasto di stucco. Gesto deprecabile, comunque da verificare. A ogni modo, per prima cosa mi informerò con Ats perché mi sembra impossibile si arrivi a una soluzione simile”. Eppure l’epilogo sembra già deciso.

Le parole della dottoressa

“Cari pazienti, amici – ha scritto la dottoressa –, mi congedo da voi non per mia volontà ma per la cattiveria di qualcuno che ha fatto una segnalazione negativa sulla malattia che ho sempre accettato e combattuto. Non ho mai mollato, con fatica ma con amore ho cercato di fare il mio dovere. Vi ringrazio per essere stati miei pazienti, a cui ho creduto di donare un sorriso di forza e coraggio per accettare le malattie senza abbattersi”.

Francesca Grillo

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