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Caso etichette scambiate Ikea di Corsico, rispondono i sindacati

"Non intendiamo giustificare, ma in questa spiacevole vicenda ci sono aspetti a noi poco chiari", da Filcams Cgil.

Ikea di Corsico

Caso etichette scambiate Ikea di Corsico, rispondono i sindacati.

Caso etichette scambiate Ikea di Corsico, rispondono i sindacati

CORSICO – Si torna a parlare del “caso etichette”, la vicenda che ha riguardato una trentina di lavoratori dell’Ikea di Corsico sospesi per indagare su accuse pesantissime di furto all’interno del negozio alle porte di Milano.

Le accuse mosse da Ikea

Secondo quanto riportava il colosso svedese, i dipendenti (almeno alcuni dei 30 coinvolti) si erano resi colpevoli di aver sostituito le etichette di alcuni oggetti con quelle di merce a pochi euro proveniente dall’Angolo delle occasioni.

La replica di Filcams Cgil

“Dei 30 lavoratori che avevano ricevuto le contestazioni disciplinari, in 20 si sono rivolti alla Filcams Cgil, di questi solo 5 sono stati licenziati, mentre gli altri hanno ricevuto provvedimenti disciplinari di minor gravità – commentano dai sindacati –. È lecito quindi presumere che l’azienda si sia resa conto della parziale infondatezza degli addebiti loro mossi, di questo però non viene data notizia. Non spetta a Ikea, ai mass media o all’opinione pubblica dover giudicare colpevoli di frode o ricettazione – alcuni dipendenti sono stati accusati di rivendere online la merce comprata in negozio a pochi euro, ndr – alcuni lavoratori, ma agli organi competenti, come la magistratura. A oggi, non siamo a conoscenza di avvisi di garanzia o altri procedimenti penali nei loro confronti. Tanto meno di sentenze di condanna”.

“Necessari tutti gli approfondimenti del caso”

Dalla Filcams Cgil assicurano che “faremo tutti gli approfondimenti sul merito dei provvedimenti disciplinari adottati dall’azienda e valuteremo singolarmente la posizione di ogni lavoratore. Non intendiamo giustificare chi si sia effettivamente reso colpevole di comportamenti inaccettabili, ma nemmeno consentire che siano ingiustamente penalizzati lavoratori che si sono semplicemente attenuti alle disposizioni loro impartite dalla società”.

“Aspetti poco chiari”

Secondo i sindacati, infatti, “in questa spiacevole vicenda ci sono aspetti a noi poco chiari, da un’incomprensibile procedura di prezzatura aziendale al fatto che i lavoratori licenziati hanno una media di 20 anni di anzianità di servizio con punte fino ai 27 anni”.

Ikea di Corsico: il sistema di prezzatura sotto la lente

Insomma, per le sigle che difendono i lavoratori, Ikea “stabilisce il metodo di prezzatura – spiega il sindacalista Massimo Cuomo –. I lavoratori hanno ricevuto disposizioni sul cambio delle etichette: alcuni oggetti messi in vendita nell’angolo delle occasioni hanno infatti prezzi che appartengono ad altra merce, per comodità di procedura”. Per esempio, secondo le parole del sindacalista, un mobiletto poteva avere l’etichetta di una mensola, perché l’azienda dava disposizioni ai lavoratori di applicare quella di un altro oggetto che aveva in origine il costo corrispondente alla merce da mettere in vendita nell’angolo delle occasioni.

Un’ipotesi che impensierisce i sindacati

A impensierire i sindacati, anche l’ipotesi di una manovra finalizzata a “eliminare” gli esuberi, secondo Cuomo. Ma per Ikea si tratta di “provvedimenti – tra licenziamenti, per 10 impiegati, e sanzioni disciplinari per gli altri, ndr – presi in seguito a un’indagine interna che accertato i gravi comportamenti mirati a danneggiare le risorse aziendali tenuti da alcuni co-worker a Corsico. Altri provvedimenti saranno definiti nelle prossime settimane”.

FG

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