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Chiusura bar Ritual, il Tar dà ragione al Comune: “Atto legittimo”

Il Tribunale Amministrativo Regionale ha respinto il ricorso presentato dalla ex titolare del bar Ritual in piazzetta San Biagio.

Chiusura bar Ritual

Chiusura bar Ritual, il Tar dà ragione al Comune: “Atto legittimo”.

Chiusura bar Ritual, il Tar dà ragione al Comune: “Atto legittimo”

BUCCINASCO – “Oggi vince lo Stato”. Dal Comune di Buccinasco hanno appreso con soddisfazione la notizia che il Tribunale Amministrativo Regionale ha respinto il ricorso presentato da Serafina Papalia, ex titolare del bar Ritual in piazzetta San Biagio, un locale dalla storia tormentata, a partire dal marzo 2016 quando ha tirato su la saracinesca e dietro il banco c’era lei, la figlia del boss ergastolano Antonio Papalia.

Chiusura bar Ritual: La vicenda

Da subito l’ex sindaco Giambattista Maiorano aveva puntato i fari su quell’apertura, così come l’allora vice sindaco, ora primo cittadino, Rino Pruiti. Sette mesi di apertura, poi la Prefettura invia un’interdittiva antimafia che il Comune applica immediatamente. Ma la titolare non si rassegna e inizia un lungo iter perché ritiene illegittimo l’atto. Ora, due anni e mezzo dopo la chiusura, il Tar si è pronunciato, ritenendo illegittima non la chiusura, ma la richiesta di ricorso della Papalia.

Il commento del sindaco

“Ricordo bene quel periodo – racconta il sindaco Rino Pruiti – e lo scontro duro della nostra Amministrazione con Serafina Papalia e con chi ne prendeva le difese accusandoci di aver chiuso il bar per il solo fatto che chi lo gestiva portava quel cognome. La sentenza del Tar dimostra la fondatezza dei nostri provvedimenti, dei controlli costanti dei Carabinieri, dell’interdittiva antimafia della Prefettura: non un accanimento contro una persona o un cognome, ma la conseguenza di fatti, legami, interessi economici con pregiudicati. Per prevenire fatti criminosi, la Prefettura ci ha inviato quella interdittiva: era nostro dovere agire di conseguenza, come abbiamo fatto più di recente anche con l’ex Lyons”.

La ricostruzione del Tar

La famiglia, infatti, già nome noto nella storia sporca di Buccinasco, si era schierata contro il provvedimento, sostenendo un accanimento solo per essere “figlia di”, inteso come figlia del boss che insieme ai fratelli Rocco e Domenico ha portato la ‘ndrangheta alle porte di Milano. Ma i giudici non si sono soffermati alle parentele per firmare l’interdittiva antimafia. La ricostruzione del Tar parla di vicinanza tra la Papalia e gli ambienti della criminalità organizzata, non solo per rapporti di parentela, ma anche legami di affari. A cominciare dal fratello Domenico, con precedenti e finito nelle carte delle inchieste antimafia, che lavorava con lei dietro il bancone del bar. Insieme ai fratelli, anche il marito di Serafina, Giuseppe Grillo, scovato nell’appartamento del cognato mentre cercava di nascondersi dalla cattura, due anni fa.

Serafina Papalia risulta inoltre socia dell’impresa L.M.T. sas, di Pasquale Papalia, anche lui condannato per associazione mafiosa nella maxi indagine Cerberus. Non è tutto: possedeva anche quote della società immobiliare Dream Case & Building Real Estate srl, coinvolta nell’indagine Parco Sud che ha indagato sulle infiltrazioni mafiose nell’hinterland milanese. “Questa sentenza – conclude il sindaco – per il nostro Comune è fondamentale, direi storica. La conferma che lo Stato può e deve vincere. Che ognuno di noi, le istituzioni prima di tutto, deve assumersi la responsabilità di scegliere da che parte stare e di compiere il proprio dovere, come ci ha ricordato la scorsa settimana in un incontro proprio a Buccinasco la dottoressa Alessandra Dolci, al vertice della DDA di Milano”.

Chiusura bar Ritual dichiarata legittima

L’attività del locale è proseguita anche senza la Papalia. Prima con Marco Corasaniti, 22enne residente a Davoli, provincia di Catanzaro. Con lui il bar diventa Ecclesia Cafè, ma gli occhi dei carabinieri non si allontanano dal locale, anche perché le intercettazioni mettono in evidenza i rapporti che ancora intercorrevano tra il marito della Papalia e il nuovo proprietario. Poi, dalle mani di un giovane a un’altra ragazza, Deborah Omaggio, che ha preso la gestione del bar insieme al marito Domenico Trimboli. Ma la coppia lo chiude presto: pochi clienti, troppe chiacchiere intorno al locale della piazzetta di Buccinasco. Passa qualche settimana, e al posto del bar arriva un’agenzia immobiliare. L’affittuario del negozio (il proprietario è un catanese di 70 anni) diventa Luigi Rapetti, consigliere comunale. Fine della tormentata storia. Serafina Papalia ha perso il ricorso: la chiusura era legittima.

Francesca Grillo

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