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‘Ndrangheta, interdittiva antimafia: chiuso il bar Lyons di Buccinasco

Il provvedimento segue la comunicazione firmata dal Prefetto Ernesto Saccone.

chiuso il bar Lyons

‘Ndrangheta, interdittiva antimafia: chiuso il bar Lyons di Buccinasco.

‘Ndrangheta, interdittiva antimafia: chiuso il bar Lyons di Buccinasco

BUCCINASCO – A pesare sull’ex bar Lyons le “concrete connessioni con la criminalità organizzata”.

Il provvedimento

Sono queste che hanno convinto il prefetto di Milano a chiudere L’angolo del caffè, come si chiamava da un paio d’anni, da quando il 39enne Giuseppe Violi, titolare, figlio di Antonio, aveva tentato così di scollarsi l’etichetta di bar delle ‘ndrine, dove la storia racconta di incontri tra clan e boss della ‘ndrangheta. Per le brutte frequentazioni, con i soliti cognomi noti, era già stato chiuso, temporaneamente. Ora è arrivata l’interdittiva antimafia a far tirare giù le serrande per sempre al locale.

 

La storia del locale

Qui, nel 1988, i tre boss più importanti del tempo, Antonio Papalia, che viveva a poche centinaia di metri dal locale di via dei Mille, Giuseppe Morabito tiradrittu, capo clan di Africo, e Antonio Pelle gambazza, di San Luca, nel 1988 hanno tenuto un summit storico. Ma non era l’unico evento che ha caratterizzato la storia del bar, che proprio per questo era stato rinominato “l’ufficio delle ‘ndrine”.

Il precedente

Qualche mese fa era toccato al bar di Adriana Feletti e Serafina Papalia, (moglie e figlia di Rocco Papalia): l’interdittiva antimafia per il loro Pancaffè di Milano era arrivata anche lì. Ora nel locale di Violi, su cui gravano parentele pesanti: è il nipote (da parte della madre Anna) del Re dell’Aspromonte Francesco Barbaro, capostipite della cosca dei Pillaru.

Il sindaco Pruiti

“Abbiamo agito immediatamente appena arrivata la comunicazione firmata dal Prefetto Renato Saccone. Matteo Lai, comandante della polizia locale e i suoi agenti si sono recati al locale per porre i sigilli – commenta il sindaco Rino Pruiti –. Ringrazio la prefettura e i carabinieri della Compagnia di Corsico del capitano Pasquale Puca e della nostra stazione di Buccinasco guidati dal comandante Vincenzo Vullo. La storia del bar, iniziata negli anni Ottanta, è nota da decenni: era il ritrovo dei boss ed è rimasto mal frequentato fino ai nostri giorni. Anche in anni recenti è stato chiuso più volte su ordine del questore per le frequentazioni abituali di pregiudicati. Evidentemente il passato del bar di via dei Mille non è superato. Ma oggi la storia cambia. E allora quella frase stampata sui cartelli agli ingressi della città, per noi da sempre intesa come auspicio e una precisa battaglia culturale, diventa realtà: qui la ‘ndrangheta ha perso”.

Francesca Grillo

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