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Buco nel muro a Rogoredo per aggirare barriere anti spaccio

Spaccio verso San Donato e San Giuliano. La questione è radicata e drammatica.

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Buco nel muro a Rogoredo per aggirare barriere anti spaccio

Buco nel muro a Rogoredo per aggirare barriere anti spaccio

MILANO – Il buco lo hanno scavato con picconi e martelli, largo meno di un metro. La scena ricorda un po’ la perizia e la costanza del protagonista delle Ali della libertà, che era riuscito a creare una fessura con un martelletto da minerali per aprire una via di uscita dalla prigione.

Il muretto di qualche anno fa

In via Orwell, zona Rogoredo, ci hanno messo molto meno a ricavare l’apertura per aggirare la stretta dei controlli anti spaccio in zona. Quel muretto, costruito qualche anno fa, serviva a poco, perché i pusher trovavano strada più agevole dal cancello del deposito delle Ferrovie lasciato sempre aperto. Ma da quando le disposizioni sono cambiate e il cancello è rimasto chiuso, il passaggio si è reso difficile. Ecco quindi l’idea di scavare un buco in quel muretto, da cui ci passa una persona alla volta per raggiungere la piana di spaccio.

Altro muro poco tempo fa

Un altro muro era stato alzato solo qualche settimana fa, a opera di Rfi su richiesta del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica: una barriera lunga 600 metri che costeggia i binari dell’Alta velocità, necessaria per la sicurezza dei convogli ma utile anche come barriera in territorio di spaccio. I provvedimenti hanno diminuito i traffici, è vero, ma hanno anche contribuito a spostare lo spaccio qualche chilometro più giù, verso San Donato e San Giuliano Milanese.

Tanti i pusher, tanti  i consumatori

Sulla questione è intervenuto il ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha assicurato di aver “messo a disposizione tutti gli uomini, i mezzi e i soldi per risolvere la vergogna di Rogoredo”. Ma i pusher sono tanti, perché tanti sono i consumatori, soprattutto giovani e ragazzini in cerca di una dose (e l’attenzione, ora, è tutta su Rogoredo, ma bisogna dire che non  solo lì il problema). Il buco nel muro e la barriera anti spaccio aggirata spostando lo scambio di qualche chilometro hanno fatto capire (se ce ne fosse bisogno) che la questione è molto più radicata. E drammatica.

FG

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