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Arresti corruzione, i servizi della Ecol Service anche a Corsico

Emergono altri particolari dalle carte: pranzi e incontri con politici locali dell'imprenditore dei rifiuti.

Arresti corruzione

Arresti corruzione, i servizi della Ecol Service anche a Corsico

Arresti corruzione, i servizi della Ecol Service anche a Corsico

CORSICO – «Quello è un coglione, io lo ammazzerei, ma non vale neanche tre minuti di galera», dice intercettato Matteo Di Pierro a Daniele D’Alfonso, entrambi arrestati insieme ad altre 40 persone, tra cui politici (spicca il nome di Pietro Tatarella e Fabio Altitonante, forzisti), lavoratori e responsabili di Amsa, nella recente indagine per corruzione e finanziamenti illeciti. «Dobbiamo farlo tribolare, è inutile averlo qui, deve capire che non c’è più spazio qua, punto! È una merda», gli risponde D’Alfonso che medita con il suo braccio destro Di Pierro di cacciare l’autista di camion dalla sua azienda di smaltimento rifiuti, la Ecol Service di Corsico.

Non un dipendente qualunque

Ma non è un dipendente qualunque da lasciare a casa, il cognome è da «intoccabile»: Alessandro Illuminato Molluso, figlio di Francesco. Il padre è stato condannato per associazione mafiosa, droga e sequestro di persona a scopo di estorsione. Trent’anni di carcere che nell’ambiente della ‘ndrangheta dei Molluso fanno curriculum criminale. Alessandro è nipote di un altro personaggio di calibro mafioso: Giosofatto, che si è definito il «capo mafia di Buccinasco». La famiglia Molluso dettava le regole su chi bisognava far lavorare all’interno, ma garantiva “protezione” e possibilità di ambizione per l’imprenditore che poteva, così, mettere le mani su tutto il business dei servizi legati ai rifiuti senza problemi, senza che “i calabresi” dicessero qualcosa.

Le mani sul territorio

Corsico, Cesano, Buccinasco, Trezzano: il territorio l’imprenditore lo conosceva bene, voleva esserci, farlo suo, attraverso l’acquisizione di un subappalto dopo l’altro da centinaia di migliaia di euro. Ad aiutarlo, i dipendenti compiacenti. Come quelli di Amsa, come Mauro De Cillis, procuratore dell’Azienda milanese di smaltimento rifiuti e responsabile operativo, che introduce l’imprenditore disposto a tutto negli ambienti di Corsico: “Guarda…ecco.. volevo dirti che oggi sono in Cascina Antonietta – ristorante a Trezzano – con Filippo se passi di là così magari lo saluti», parla il responsabile Amsa a D’Alfonso, dove Filippo è Filippo Errante, ex sindaco di Corsico che recentemente si è dimesso.

Pranzi e cene “d’affari”

«Certo – gli risponde l’imprenditore –, a che ora? Passo di lì volentieri». E poi ci passa, perché nelle intercettazioni di due giorni dopo parla del pranzo al ristorante trezzanese: “Non mi hai detto come è andata poi in Cascina Antonietta”, gli chiede Tatarella, durante un altro dei pranzi-business, dove si intavolavano affari con appalti da portarsi a casa in cambio di viaggi, mazzette e spese illimitate. I due parlano del pranzo, dei politici, di cene per sostenere i candidati alle regionali (Altitonante e Gallera, meravigliandosi che il primo abbia preso solo una quarantina di voti a Corsico).

“Ma perché così pochi?” chiede l’imprenditore. “Eh ma perché, ma perché, qual è il termometro di Corsico? Cioè, perché avrebbe dovuto prenderli lì? perché avevano fatto la cena dell’Amsa a Corsico, non erano quelli di Corsico. La cena era lì, lui pensava, lui ha pensato che fossero…”. E ancora il nome dell’ex sindaco di Corsico (non indagato nella vicenda, va sottolineato) viene fuori quando parlano due dei responsabili Amsa: “Sai che lui – l’imprenditore D’Alfonso – ha lì il sindaco di Corsico no… voleva fare una roba con lui”.

I subappalti di Amsa

A Corsico la Ecol Service aveva già subappalti da Amsa: a dicembre del 2017 l’azienda gli affida (comunicandolo in Comune) il servizio di rimozione degli scarichi abusivi (con presenza di rifiuti speciali anche pericolosi) abbandonati per strada. Un territorio che conosceva bene D’Alfonso, cresciuto a Cesano, dove la famiglia ha anche un ristorante, dove il padre si era candidato alle elezioni in una lista chiacchierata per la presenza di personaggi conosciuti nel panorama criminale, dove la Ecol Service aveva avuto da ridire quando il sindaco D’Avanzo li aveva esclusi da un appalto. L’imprenditore di Corsico voleva tutto.

Francesca Grillo

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