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Appalti e tangenti: primo interrogatorio per Pietro Tatarella

Ha deciso di raccontare la sua versione. Una versione che non convince l’accusa.

Appalti e tangenti: primo interrogatorio per Pietro Tatarella

Appalti e tangenti: primo interrogatorio per Pietro Tatarella

MILANO – Quattro ore di interrogatorio per Pietro Tatarella, ex consigliere comunale di Milano in quota Forza Italia, arrestato il 7 maggio, coinvolto nell’inchiesta della Dda milanese su un giro di tangenti e appalti truccati. Ha deciso di raccontare la sua versione, a cominciare dalla serie di versamenti fatti da Daniele D’Alfonso della Ecol Service di Corsico, azienda specializzata in ritiro rifiuti e bonifiche finita nel vortice dell’inchiesta (con D’Alfonso arrestato).

La versione di Tatarella

Per Tatarella i versamenti e le fatture corrispondevano a una serie di consulenze in tema ambientale e tecnologico: tutto regolare, insomma, per l’ex forzista a cui venivano accreditati circa 5mila euro al mese dall’imprenditore residente a Cesano Boscone. Una versione che non convince l’accusa, certa che l’attività di consulenza sia una facciata per coprire contributi finalizzati a ottenere appalti milionari. Intanto, anche D’Alfonso ha iniziato a parlare e a raccontare la sua versione. Per l’imprenditore di Corsico le accuse sono pesanti: dovrà chiarire i legami con il clan dei Molluso, a cui assicurava posti di lavoro e partecipazione negli appalti.

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