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Altare ancora a fuoco: torna il piromane della chiesa di Rozzano

Il parroco, che ha ricevuto dal piromane anche minacce di morte, ha deciso di chiudere la chiesa negli orari che non seguono le celebrazioni.

Altare a fuoco

Altare ancora a fuoco: torna il piromane della chiesa di Rozzano.

Altare ancora a fuoco: torna il piromane della chiesa di Rozzano

ROZZANO – “Abbiamo paura. Paura di andare in chiesa”. I fedeli della chiesa di Sant’Ambrogio, Rozzano vecchio, sono preoccupati “per quello che può succedere ancora”. Ancora, perché per la seconda volta dopo giugno lo stesso piromane è entrato in chiesa, ha versato dell’alcol sull’altare e ha dato fuoco ai tessuti che lo ricoprivano.

Le parole di don Roberto

Non solo: “Le fiamme hanno distrutto due tavole in legno del Settecento, per poco il fuoco non è arrivato a devastare le opere di Berbardino Luini”, parla don Roberto Soffientini che racconta l’episodio ancora con rabbia e disperazione. Non che manchi la comprensione per un ragazzo, 20 anni di Motta Visconti, che ha chiaramente dei problemi mentali e di droga, un giovane che vive come un senzatetto, pur avendo una famiglia alle spalle. Ma il prete accusa il pm “di aver lasciato libero un soggetto pericoloso, per se stesso e per gli altri – aggiunge il prete –. I carabinieri di Rozzano, entrambe le volte, sono intervenuti immediatamente.

I carabinieri intervenuti immediatamente

Uno di loro ha persino inalato del fumo pur di aiutarmi dopo l’incendio. Si sono dimostrati sempre attenti e sensibili, lo hanno bloccato e portato in caserma, ma niente da fare: per il pm non meritava di essere arrestato e si è beccato solo una denuncia a piede libero. Quindi: di nuovo in strada, libero di fare ciò che vuole”. Per questo, il parroco ha deciso di chiudere la chiesa negli orari che non seguono le celebrazioni.

Chiesa chiusa e minacce di morte

“Una cosa bruttissima, una chiesa chiusa – esprime avvilito –, ma devo farlo: devo difendere il patrimonio culturale inestimabile di questo luogo, i parrocchiani e me stesso”. Il ragazzo, infatti, ha minacciato di morte don Roberto: “Mi ha detto che appena uscito dalla caserma sarebbe tornato in chiesa e mi avrebbe ammazzato e ridotto Sant’Ambrogio come Notre-Dame, quindi ben consapevole di quello che diceva”, ricorda il prete. “Questo ragazzo va aiutato, protetto. Lasciarlo libero di commettere altri danni non è il modo per dargli una mano. Qui non ci sentiamo sicuri, e non sentirsi sicuri in chiesa è disarmante. Sarò costretto a mettere un cartello – conclude –: chiesa chiusa a causa di un pm”.

Francesca Grillo

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