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Addio a Manuel Frattini, “Grazie per i sogni che ci hai regalato”

Una chiesa enorme, ma troppo piccola per tutto quel dolore. Gli amici di sempre, la famiglia, il suo pubblico, che lo ha applaudito nel suo ultimo inchino.

Addio Manuel Frattini

Addio a Manuel Frattini, “Grazie per i sogni che ci hai regalato”.

Addio a Manuel Frattini, “Grazie per i sogni che ci hai regalato”

CORSICO – Una chiesa enorme, ma troppo piccola per tutto quel dolore, tutta quella gente. Gli amici di sempre, la famiglia, il suo pubblico, che lo ha applaudito nel suo ultimo inchino. A tutti è sembrato di vederlo lì, circondato di fiori, che si prendeva tutti gli applausi dopo aver emozionato con la sua voce, i suoi passi, il suo talento.

Un artista autentico

“Un artista autentico che come tutti i grandi professionisti non ha seguito un itinerario facile – ha raccontato don Lorenzo –. Noi contempliamo i risultati della genialità, della bellezza. Ignoriamo spesso la fatica della ricerca e della preparazione, prove su prove che prosciugano energie e tempo. Einstein diceva che i ballerini sono gli atleti di Dio. Papa Francesco quando parla degli artisti dice che vivono una vita degna della loro vocazione, che la bellezza che ci donano è una salutare scossa che ci risveglia dalla rassegnazione”.

“Ci ha lasciato tanti doni Manuel”

Questo è stato Manuel Frattini, scomparso a 54 anni per un malore che lo ha stroncato mentre preparava il suo ultimo spettacolo, dopo una carriera di successo e grande umiltà. Lo hanno sottolineato i sacerdoti che hanno ricordato il coreografo e divo del musical, l’umiltà di un ragazzo che era generoso, dal sorriso leggero, per tutti. “Ci ha lasciato tanti doni Manuel – ha ripercorso il don –, un attaccamento affettuoso alla famiglia, agli amici, al suo pubblico che lo ha sempre considerato uno di famiglia, per la sua capacità di voler bene agli altri. È stato d’ispirazione, il suo talento lo ha donato senza fine, superando gli ostacoli con positività e tenacia. I suoi doni li portiamo nel cuore”.

Addio Manuel Frattini: un sorriso generoso

Il sacerdote ha citato le parole di San Paolo: “La vita terrena è come una tenda, a un certo punto va sganciata e ripiegata. Ma è la dimora eterna, non costruita da mani d’uomo, che attende Manuel”. L’artista ne era riconoscente, di quella vita vissuta in modo originale, a donare bellezza. “Ringrazio la vita per regalarmi così tanto, per avermi dato la possibilità di aver incontrato cuori che battono come il mio”, scriveva sui social due anni fa.

Manuel, il suo sorriso, “non si è mai dimenticato di nessuno. Era legato alla sua città, e Corsico è orgogliosa di aver generato un uomo e un talento così grande – hanno ribadito i sacerdoti che hanno celebrato i funerali ieri pomeriggio, alla chiesa SS. Pietro e Paolo, in una via Cavour piena di gente –. Da Manuel abbiamo ricevuto un dono grande, e accanto a ogni dono ricevuto bisogna assumersi la responsabilità di un compito. Il nostro impegno è di stare accanto a mamma Piera, che vive adesso un abisso che noi dobbiamo riempire di tenerezza e consolazione. Non disperderemo l’eredità di Manuel, anche noi saremo attaccati alla bellezza come lo era lui. Anche noi balleremo e canteremo nei sentieri della vita, perché è grazie a lui che abbiamo toccato la bellezza”.

Gli amici di Manuel

Poi, gli amici: “Siamo qui Manuel, tutti insieme, come piace a te, amico. Amico: è difficile chiamare qualcuno con questo nome ma con te era inevitabile, per quello che sapevi essere. Sapevi ascoltare, ridere, piangere. Ora siamo qui per dirti grazie, ognuno di noi ha uno, dieci, mille motivi per dirtelo. Grazie per quella carezza, quel sorriso che non è mai mancato. Ti promettiamo una cosa: abbiamo imparato la lezione sulla gentilezza, saremo tutti più gentili tra noi, ma anche con chi non conosciamo, anche con chi cerca di farci del male”.

“Grazie Manuel”

Il suo pubblico riempie la chiesa, la piazza fuori, circonda la macchina lunga che lo porterà via. Gli applausi sono interminabili, le lacrime, sotto le notte dell’Alleluja, qualcuno sussurra “Grazie Manuel”, nasconde gli occhi bagnati sotto gli occhiali scuri, per quel sole che è tornato a splendere. Come se l’artista fosse uscito per inchinarsi un’ultima volta. È calato il sipario, ma è finito solo il primo atto. Il secondo deve ancora cominciare.

“Quando fai della tua vita un dono si genera sempre qualcosa che è già eterno – ha chiuso commosso don Lorenzo –. Tutto termina, ma il bene che si fa resta per sempre”. Manuel è dentro il cuore e i ricordi di tutti. “Altro che pollicino – piangono gli amici –, eri un gigante gentile. Non avere paura Manuel, abbiamo ancora bisogno di te. Vienici a trovare nei sogni che ci farai vivere per sempre”.

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Francesca Grillo

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