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Storie, ricordi, emozioni: i vent’anni del Comitato Pro Bambini Bielorussi

Un traguardo fatto di amore e passione, celebrato con una grande festa presentata dall’assessore Paola Ariis in Villa Marazzi.

Bambini Bielorussi

Storie, ricordi, emozioni: i vent’anni del Comitato Pro Bambini Bielorussi.

Storie, ricordi, emozioni: i vent’anni del Comitato Pro Bambini Bielorussi

CESANO BOSCONE – Quando scendono dal pullman, non sorridono subito. Quelli che vengono per la prima volta e non sanno cosa li aspetta. Hanno la curiosità dei bambini, ma la preoccupazione di quello che non conoscono. Di famiglie nuove, di case nuove. È tutto nuovo, estraneo, sconosciuto. Alcuni non salgono subito sulle macchine di chi è andato a prenderli alla stazione. Perché non sanno come saranno quelle settimane dal momento in cui saliranno su quelle auto.

I sorrisi, arrivano dopo.

Arrivano quando alzano gli occhi su un palazzo a dieci piani. Quando toccano l’acqua fredda del mare e la sabbia umida. Quando assaggiano i carciofini sott’olio e sentono il profumo delle fragole. Quando arriva un abbraccio per dire buonanotte, un altro per dire buongiorno. Un altro ancora per dire qui sei al sicuro. E allora i sorrisi si moltiplicano e dopo un mese passato qui, sono solo sorrisi e speranza di tornare presto.

La festa per i 20 anni a Cesano

Ci sono anche le lacrime, ma sono quelle delle famiglie che ospitano, quando vedono le manine dei bambini che salutano dal finestrino del pullman, a soggiorno finito. I bambini bielorussi vengono a Cesano e Buccinasco da vent’anni. Un traguardo fatto di amore e passione, celebrato con una grande festa presentata dall’assessore Paola Ariis in Villa Marazzi. Lo scorso weekend, i bambini hanno assistito al divertente spettacolo teatrale, e poco importava se non capivano proprio tutto: i due attori sono stati bravi a usare la musica che abbatte ogni barriera linguistica.

Poi, le parole.

Le testimonianze, le voci di chi da vent’anni e più segue il Comitato Pro Bambini Biellorussi Onlus, un’associazione nata da un gruppetto di persone intenzionate a tendere la mano alle popolazioni messe in ginocchio dal disastro di Chernobyl. Ora le famiglie si sono moltiplicate, e ogni anno vengono accolti (da mamme, papà ma anche nonni e single) una cinquantina di bambini. Qualcuno si rivolge alla famiglia con il nome di mamma e papà, ma si cerca di evitare. Deve essere chiaro ai bambini che qui non ci si vuole sostituire ai veri genitori, ma “offrire un’altra idea di famiglia, con le nostre tradizioni da far scoprire e con le loro da imparare. Uno scambio che arricchisce, che ci rende pieni”, dicono i genitori che li ospitano. Arricchire, rendere pieni.

Le parole dell’assessore Raimondo di Corsico

Lo dicono tutti. Quello che rimane di questa esperienza è la pienezza di un momento di vita vissuto alla massima intensità. Sono i sorrisi di quei bambini a rendere “pieni”, come dicono mamme e papà. Tra questi, anche Fabio Raimondo, assessore a Corsico e ricco anche lui dell’esperienza di ospitalità. “Protagoniste sono le famiglie che fanno una scelta d’amore, ma anche le amministrazioni che lavorano in sinergia per garantire massimo comfort per questi bambini”, ha detto Raimondo. La sinergia di cui parla è tra Buccinasco, Cesano Boscone e Corsico, comuni che si mettono a disposizione per pagare la mensa ai bambini e l’uso della piscina.

Le cure mediche ai bambini bielorussi

Poi, ci sono gli specialisti della Sacra Famiglia, quelli dell’ospedale San Paolo: medici che visitano i piccoli e contano i danni delle radiazioni. Un cerchio di amore e solidarietà che si allarga ai responsabili dell’associazione: Isabella Balzan, Patrizia Villavecchia, Giuseppe D’Amico e l’attuale presidente Santi Cannistrà, che ripercorrono i vent’anni del gruppo con emozione e tanta soddisfazione.

Il sindaco Negri e “l’ex” Maiorano

“Quando sono andato a visitare il villaggio di questi bambini – ha raccontato il sindaco Simone Negri – sono tornato pieno di gratitudine. Loro ci vedono come benefattori, anche perché siamo riusciti a far aprire uno studio dentistico e a rifare dei lavori nel loro istituto”. Da lì vengono i bambini. Li chiamano orfani sociali, con alle spalle famiglie troppo povere o con problemi.

“Se è vero che chi trova un amico trova un tesoro, io ho ricevuto da questi bambini un camion pieno d’oro”, ha commentato l’ex sindaco di Buccinasco Giambattista Maiorano, anche lui coinvolto nell’esperienza di ospitalità. I grandi parlano, i bambini ascoltano quella lingua sconosciuta ma che piano piano stanno imparando. Il linguaggio, qui, è quello dell’amore.

Don Luigi: “Un investimento sul futuro”

Don Luigi ha parlato di “investimento sul futuro, anche per i nostri giovani. In parrocchia i nostri adolescenti li seguono e possono approfittare di una ricchezza unica, un vero scambio dove a tutti rimane dentro qualcosa”. I bambini si affezionano, tornano, anche quando sono grandi. Esigenze che cambiano, ma ricordi che restano.

Ricordano i volontari del Comitato

“Qualche anno fa, siamo stati contattati dall’istituto dove vivono i bambini: gli educatori erano preoccupati perché una di queste bambine, diventata adulta, aveva preso una brutta strada. Viveva in condizioni pietose, era completamente smarrita. Quando l’abbiamo trovata le abbiamo ricordato l’esperienza con noi, con la famiglia che l’aveva ospitata. È bastato il ricordo di quella vita, di quei genitori, per farle capire che non era quello il modo in cui avrebbe voluto vivere. Riportare alla memoria i giorni passati qui, le hanno dato la forza di cambiare”.

Francesca Grillo

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