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Un contributo mensile per aiutare le donne vittime di violenza a cambiare vita

Mille euro al mese, per un massimo di sei mesi, per le donne, spiega l'assessore alle Pari opportunità Grazia Campese.

donne vittime di violenza

Un contributo mensile per aiutare le donne vittime di violenza a cambiare vita.

Un contributo mensile per aiutare le donne vittime di violenza a cambiare vita

BUCCINASCO – Esiste una violenza silenziosa che troppe donne sono costrette a subire. Si chiama violenza economica, ed è quel maltrattamento psicologico (che spesso accompagna anche le botte) che compagni, mariti, famigliari, costringono una donna a subire.

La violenza economica sulle donne

“Dove vai senza di me? Tu, che manco lavori, dove vuoi andare? E ai figli, non ci pensi? Come fai a crescerli senza stipendio?”. Tutte frasi a cui la donna che subisce maltrattamenti in casa risuonano come minacce concrete, paure, timori di non potercela fare perché magari è senza lavoro, lo ha perso, non ha una casa dove andare, ed è costretta a subire le violenze, perché non vede via d’uscita. Senza soldi, senza casa, senza lavoro: ostacoli insormontabili.

Un “Contributo di libertà” dal Comune

“Noi vogliamo tendere una mano per cominciare a superarli”, afferma Grazia Campese, assessore alle Pari opportunità che ha fortemente voluto il progetto “Contributo di libertà”. E già il nome spiega tutto: un sostegno concreto per tutte le donne che vivono un momento di forte disagio per un maltrattamento vissuto in coppia o in famiglia (sì, perché a volte la violenza arriva dai figli, dai padri). Quegli ostacoli insormontabili che chiudono la porta di casa e non consentono alle vittime di sfondarla e di uscire alla ricerca della propria vita, lontano dagli abusi, si possono superare, per provare ad affrontare un percorso di autonomia e indipendenza e cambiare vita.

Lo spiega l’assessore alle Pari opportunità Campese

Ecco quindi mille euro al mese, per un massimo di sei mesi (prorogabili in caso di necessità per altri sei mesi) per le donne che vogliono uscire dalla violenza, affrontando un percorso con “l’aiuto delle assistenti sociali e dei servizi territoriali competenti – illustra Campese –. Proponiamo alle donne di sottoscrivere un progetto individuale personalizzato e prevediamo un contributo economico per accompagnarle almeno inizialmente verso l’autonomia. Provo un profondo e sincero orgoglio per questa iniziativa della nostra Amministrazione, così come per gli altri progetti di prevenzione contro la violenza di genere ed educazione alla parità. Vivere il dramma del maltrattamento e della violenza è terribile, ci si sente inevitabilmente sole e spesso inadeguate perché incapaci di uscirne. Il nostro è un contributo concreto, un modo per sostenere le donne nel percorso verso l’autonomia che spesso appare difficile”. Ma non impossibile: se qualcuno tende la mano, la via di uscita è più vicina.

Francesca Grillo

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