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Tra passato e futuro i 50 anni del Tessera di Cesano Boscone (FOTO)

Venerdì, sabato e domenica, le celebrazioni del quartiere. La svolta della festa sono stati i giovani, chiamati a raccolta per il contest rap di sabato pomeriggio.

50 anni del Tessera

Tra passato e futuro i 50 anni del Tessera di Cesano Boscone.

Tra passato e futuro i 50 anni del Tessera di Cesano Boscone

CESANO BOSCONE – Un uomo accasciato sulla sedia di plastica bianca, da giardino. Di fianco, un tavolino tondo, appoggiato sopra un borsello. Lui, l’uomo accasciato, è come inginocchiato per terra, steso. Ammazzato. È Francesco Guzzardi, i tavolini sono quelli della pizzeria Gigi. È il 1979. La radio passa Azzurro di Celentano, fuori i bambini giocano a pallone tra i cortili dei palazzoni rossi di Aler, che una volta si chiamava l’Istituto Autonomo Case Popolari.

Gli anni delle cronache

Sono gli anni del Tessera sulle cronache dei giornali, quando il quartiere era il ritrovo degli spacciatori e la terra sporca del racket. Quando rifiutarsi di pagare il pizzo significava ritrovarsi la saracinesca sventrata dal tritolo. La storia del Tessera, cinquant’anni di quartiere, passa anche da questo. Dalla cronaca nera, dal dominio dei mafiosi, dei siciliani, dalla paura e dal coprifuoco alle otto di sera. Cinquant’anni di vita dentro i palazzoni che Aler spesso dimentica, dove i politici promettono ma poi la gente si ritrova a supplicare di aggiustare ascensori e luci. Dove i disabili sono intrappolati in case-galere, perché uscire è impossibile senza i montascale.

Un quartiere in foto

Le foto in bianco e nero del Tessera lo raccontano anche così. Donne con le gonne sotto il ginocchio e ragazzini con i pantaloncini corti e le calze lunghe e bianche. Sono gli anni delle proteste, dove le persone ammassate in case da due locali non hanno la scuola dove portare i figli e la farmacia è lontana due chilometri, dopo la stradina di campagna. Gli anni Settanta, subito dopo la costruzione del quartiere realizzato per ospitare i lavoratori milanesi, famiglie che hanno voglia di rinascita. La guerra è lontana. Fotografie che mostrano un quartiere senza chiesa e senza asilo, con la gente che blocca le macchine per protestare ma che si rimbocca le maniche e se li costruisce da sola, sia l’asilo che la chiesa, al posto di due baracche. Poi ci sono gli anni dei centri commerciali, della Metro che dà posto di lavoro a ottocento persone.

Celebrazioni con polemica

La storia del Tessera passa per le proteste e la delinquenza, ma anche per le belle iniziative di chi lo popola. A 50 anni dalla nascita, il Tessera festeggia i suoi racconti. Lo ha fatto venerdì, sabato e domenica, con le celebrazioni del quartiere. Non senza polemiche: i commercianti si sono lamentati perché non sono stati coinvolti nell’organizzazione. E mancavano proprio loro in questo weekend che ha ripercorso la storia del Tessera ma ha parlato anche di futuro. Il futuro dello stare insieme, di condividere, di fare cultura.

Le parole dell’assessore Ariis

L’associazione Basta Leggere ha posizionato una casetta al parco Gobetti. Dentro, ci sono i libri del bookcrossing: volumi che si possono lasciare, prendere, leggere e riportare. Una cultura che viaggia, insomma. Il gruppo è nato per ricordare un giovane che amava leggere, Davide Barbarini. A lui sono dedicate le attività dell’associazione che intende fare rete attraverso la lettura. “Spero che i cittadini possano vedere la casetta come una cosa loro, di cui prendersi cura”, ha commentato l’assessore Paola Ariis all’inaugurazione. Al  centro civico di via Turati è nata la sala lettura, dove poter organizzare anche laboratori e incontri, soprattutto per i bambini. Di fianco, un’altra bella novità: il centro servizi socio-sanitari, grande assente in un quartiere popolato come il Tessera, dove la presenza maggiore la fanno gli anziani. Un punto dove ritirare referti e prenotare visite, con punto prelievi e sportello informativo e di aiuto. Un bel presidio per il territorio.

Le associazioni nella festa

La festa per il 50esimo l’hanno fatta anche le associazioni e i gruppi sportivi. I cinghiali del rugby hanno aperto le porte della Club house per una due giorni tra sport, salamelle e birra. Tornei di calcio all’oratorio Sant’Ireneo e laboratori per bambini (anche di Legambiente). Bella la mostra Tessera ieri, oggi e domani, con le foto storiche del quartiere, e la presentazione del libro di Eduardo Vinci.

Tanti giovani

 

La svolta della festa sono stati i giovani, chiamati a raccolta per il contest rap di sabato pomeriggio (notevole il 18enne Ego di Cesano che ha stracciato gli altri portandosi a casa il primo premio, un videoclip e un book fotografico) ma soprattutto il giovanissimo Jefeo che a 17 anni ha già fan che lo braccano per un selfie e un autografo. È stato lui a infiammare il palco montato al parco Gobetti. Sotto la musica del produttore The Ross (anche lui una star, arrivato dal Molise apposta per la serata), con Bashir e i Pollo Gang, Jefeo ha acceso duecento persone.

Ragazzi aggrappati alle transenne  che ripetevano i testi a memoria del giovane rapper nato tra i palazzi Aler e diventato l’idolo del quartiere. Quello che vecchie generazioni fanno fatica a capire, forse. Ma quando Jefeo è salito sul palco, il senso di appartenenza al Tessera è venuto fuori prepotente. E allora si capisce cosa fa grande un quartiere acciaccato dall’Aler assente e da una storia non sempre felice. La differenza la fa la gente, il cuore grande del Tessera.

Francesca Grillo

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