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Sos Biblioteca, grande partecipazione al flash mob contro la chiusura serale

Canti e letture hanno accompagnato la protesta e la successiva raccolta firme

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Sos Biblioteca, grande partecipazione al flash mob contro la chiusura serale.

Sos Biblioteca, grande partecipazione al flash mob contro la chiusura serale

CORSICO – Chi c’era, ha ancora impresso nella mente un bel momento di condivisione e partecipazione. “Oltre 200 persone in piazza”, ha detto il Comitato Sos Biblioteca, creato per dire no al provvedimento del sindaco Filippo Errante di anticipare la chiusura dei locali di via Buonarroti alle 20 invece delle 22.30.

Il flash mob in via Cavour

Sabato, in tanti si sono incontrati in via Cavour per protestare contro la decisione del Comune. Con le magliette con la scritta Sos Biblioteca, ognuno ha portato un libro, leggendone una pagina, tutti insieme, come forma di “protesta culturale”.

Il consigliere Roberto Masiero

Un flash mob con un significato specifico per il consigliere di opposizione Roberto Masiero: “Molte persone non sono disposte a vedere sacrificati in silenzio il diritto allo studio e i principi elementari di solidarietà e di integrazione – si riferisce alla scuola di italiano per stranieri organizzata proprio in orario serale dall’associazione Itaca, ndr –. Errante ha toppato: ha smentito il suo assessore, che si era già impegnato per il ritiro della delibera, e si è messo contro buona parte della città. Capirà che l’arroganza non paga?”.

Il sindaco Filippo Errante

Dal sindaco arriva la risposta: “Polemiche sinistre.  Nessuna chiusura della scuola di italiano per stranieri: lo spazio c’è, il progetto può ripartire in qualsiasi momento. La posizione dell’associazione è strumentale perché non si limita a ribadire la necessità,per altro condivisa, di continuare con l’iniziativa d’integrazione rivolta alla popolazione straniera. Ma insiste nel porre, come condizione di prosecuzione del corso, che la biblioteca resti aperta anche nelle ore serali, mescolando quindi pere con mele. La scuola – prosegue il sindaco – ha a disposizione i locali che potranno essere aperti e poi chiusi in autonomia, per impedire l’accesso a estranei e garantire la sicurezza delle persone presenti”.

La posizione di Itaca

Itaca però sottolinea che se “il problema che ha portato alla chiusura serale della biblioteca era, oltre che economico, anche di sicurezza, con che strumenti possiamo noi affrontare una questione così importante, di sicurezza, appunto. Siamo volontari, con l’obiettivo di proporre iniziative di integrazione: non dobbiamo essere noi a garantire la sicurezza del luogo, non basta chiudere una porta. Inoltre – aggiungono dal gruppo – la scelta di chiudere la sera impoverisce l’intera città”. Sabato pomeriggio, in cerchio, riuniti e uniti, cittadini, politici, associazioni, studenti (con la scritta sulla maglia: “studente sfrattato dalla biblioteca”), si sono uniti al corteo e al coro di dissenso, pacifico ma non silenzioso: canti e letture (e il coro “ventidue, ventidue”, a sottolineare la richiesta di tornare all’orario di prima) hanno accompagnato la protesta e la successiva raccolta firme per chiedere formalmente al Comune di rivedere la decisione.

FG

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