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Problemi di sicurezza igiene a scuola: 630 firme per sistemare l’istituto Galilei

La situazione è esasperante e a guidare un’armata di genitori, docenti e personale scolastico infuriato (e preoccupato), c’è il dirigente Manfredo Tortoreto.

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Problemi di sicurezza igiene a scuola: 630 firme per sistemare l’istituto Galilei.

Problemi di sicurezzaigiene a scuola: 630 firme per sistemare l’istituto Galilei

CORSICO – Una questione di salute, di rispetto. Di dignità. Un’indignazione dietro cui ci sono oltre 630 firme raccolte dai genitori dell’istituto Galilei (infanzia, primaria, secondaria). La situazione è esasperante e a guidare un’armata di genitori, docenti e personale scolastico infuriato (e preoccupato), c’è il dirigente Manfredo Tortoreto. Al suo fianco, ormai da anni, Loredana Ragazzoni, presidente del consiglio di istituto, Chiara Abaldi e Raffaella Bencini, rappresentanti del gruppo dei genitori.

Le condizioni dell’istituto

Al centro delle polemiche, le condizioni “di sicurezza e igieniche dell’istituto. Da tre anni sollecitiamo interventi mirati per risolvere questioni che ormai riteniamo critiche”, dicono in coro. Ma nessuna risposta è arrivata, né dalla Ats, competente per le questioni igieniche, né dall’Amministrazione, responsabile per l’intera struttura. Bagni senza porte, tapparelle che non funzionano e oscurano le classi lasciandole tutto il giorno in penombra, pavimenti con linoleum sollevato. C’è anche una porta con il maniglione antipanico con i nastri rossi e bianchi a impedirne l’accesso: rotta, da sistemare.

“Ed è un’uscita di sicurezza”, sottolinea Ragazzoni, che ha l’occhio clinico della professione che svolge, architetto, e ha seguito i sopralluoghi dei vigili del fuoco. Problemi anche agli estintori, controllati non ogni sei mesi come impone la legge ma dopo oltre un anno. “L’impianto elettrico non è a norma, l’istituto è vecchio di sessant’anni: ha bisogno di manutenzione continua”, sottolinea il preside, seriamente preoccupato per i suoi alunni e il suo personale scolastico.

Problemi fuori e dentro la scuola

Ha sollecitato il Comune più volte, anche per posizionare una rete di sicurezza per impedire che “vengano ritrovati nel giardino, come già successo, farmaci e altro materiale”, denuncia un papà allarmato, foto alla mano. La questione riguarda oltre 500 bambini e adulti nella struttura tra viale della Resistenza e via Galilei, più altri 350 alla Verdi. Troppo pericolosa la situazione, troppo importante la salute dei piccoli. I genitori si sono rimboccati le maniche, “abbiamo detto: dobbiamo fare qualcosa.

La raccolta firme dei genitori

Abbiamo iniziato la raccolta firme, per tutto l’inverno: oltre 630 adesioni che ora protocolleremo in Comune”, racconta Baldi. Un Comune che “non risponde. Abbiamo invitato due volte l’assessore – Fabio Raimondo ndr – a questo incontro per parlare dei problemi della scuola: niente da fare. Anzi – alza le spalle Tortoreto – troviamo scritto sul giornalino del Comune che sono pronti oltre due milioni di euro per le scuole. Bene, che ce ne diano notizia se è così”.

Intanto a soffrire di questa situazione sono i più piccoli: “Mia figlia torna a casa e la prima cosa che fa è andare in bagno – dice un gruppo di mamme –, la trattiene tutto il giorno, fino a stare male”. Sì, perché chiunque si sentirebbe a disagio a usare il bagno senza porta. “Si rischiano problemi di salute gravi, infezioni, patologie. È una questione di dignità, ma soprattutto di benessere fisico”, aggiunge un papà.

Benessere, è la parola che usa il dirigente per spiegare il motivo di una battaglia che porta avanti con il sostegno dei genitori. E non ha nessuna intenzione di deporre le armi, anzi. “Chiediamo interventi di manutenzione subito – lancia l’appello –, la proposta formativa parte da un benessere che deve consentire ai bambini di accedere all’istruzione. Doveroso intervenire immediatamente”.

Francesca Grillo

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