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Sciopero magazzini Pam, ancora proteste dei lavoratori in via Boccaccio FOTO

Picchetto dalla serata di venerdì e sciopero sabato notte per i dipendenti della Xpo, con una forza lavoro della cooperativa Gipielle.

Sciopero magazzini Pam, ancora proteste dei lavoratori in via Boccaccio

Sciopero magazzini Pam, ancora proteste dei lavoratori in via Boccaccio

TREZZANO SUL NAVIGLIO – “La situazione peggiora di giorno in giorno: i lavoratori sono costretti a turni massacranti, appena non rispettano queste regole atroci vengono messi alla porta, licenziati in tronco. C’è gente che dorme nei bagni, prima di essere portata da un magazzino all’altro, per continuare a lavorare senza sosta. Non ce la facciamo più”.

Lo sciopero sabato notte

Hanno scioperato sabato notte i dipendenti della Xpo, azienda che gestisce i magazzini di Pam, la catena di supermercati, con una forza lavoro della cooperativa Gipielle. È proprio la gestione della coop che ha spinto i lavoratori a fermare i magazzini. Uno sciopero che fa seguito a quello di aprile, quando i dipendenti avevano bloccato i camion in ingresso e uscita dall’azienda. Lo hanno fatto anche venerdì a Trezzo, con una perdita stimata dai responsabili di Gipielle di circa 50mila euro. I lavoratori sostenuti dal gruppo Cobas hanno poi fatto picchetto davanti ai cancelli della sede di via Boccaccio a Trezzano.

Le voci dalla protesta

“Noi siamo stati licenziati in tronco perché abbiamo dialogato con responsabili sindacali – dicono due ex impiegati – o perché avevamo un volantino della Cobas. Ci hanno lasciato a casa: abbiamo famiglie e mutui da pagare, dopo otto anni di lavoro essere licenziati così è assurdo”. Assurdo come i turni di lavoro di “16 ore, condizioni inumane. E se ti lamenti, ti dicono che puoi stare a casa – denunciano i sindacalisti – perché c’è sempre gente che ha bisogno di lavorare e loro si fanno forti su questa criticità”.

La replica della Cooperativa

Ma per la Gipiemme “non è vero nulla – dice Toni Sorrentino, responsabile della coop – i lavoratori svolgono le mansioni in sicurezza e prendendo regolarmente la busta paga”. “In sicurezza? Questa è la sicurezza dei nostri lavoratori”, dicono i sindacalisti mostrando la foto di un impiegato accasciato distrutto sul volante del muletto. “Loro sono i magnacci, noi le loro prostitute – urlano –, continueremo a protestare, dobbiamo difendere i nostri diritti”.

Francesca Grillo

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