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Protesta al Liceo Vico. Polemiche ingiustificate secondo la Preside

Le voci dei protagonisti della mattinata, quelli uniti nella protesta e gli altri a difesa dell'iniziativa.

Protesta al Liceo Vico

Protesta al Liceo Vico. Polemiche ingiustificate secondo la Preside

Protesta al Liceo Vico

CORSICO – Il Vico è antifascista. Diceva così il cartellone appeso sui cancelli del liceo, fuori, «perché vogliamo protestare in modo pacifico, senza creare problemi a insegnanti e studenti», hanno detto i ragazzi del Collettivo Controvento che si sono messi a distribuire questa mattina dei volantini per spiegare il motivo di quella manifestazione pacifica.

L’origine della polemica

Tutto nasce dall’iniziativa voluta dalla preside del liceo Vico Silvia Bassi che ha invitato Tito Sidari, il “sindaco” del Comune di Pola in esilio, ovvero l’associazione nata nel 1967, dopo «vent’anni dal diktat che strappò la città all’Italia. Dopo il Trattato di Pace del 1947, quasi tutti i cittadini di Pola, capoluogo dell’Istria, abbandonarono la propria città: furono costretti a un esodo di massa».

Protesta al Liceo Vico

In occasione del Giorno del Ricordo

L’occasione per l’invito di Sidari era la commemorazione del Giorno del Ricordo, in memoria delle vittime delle foibe. Ma i ragazzi del Collettivo hanno sollevato un coro di proteste, a cui si sono unite forze politiche e associazioni, firmandone il comunicato scritto da Anpi che condannava l’iniziativa. «Importante, fondamentale, ricordare le vittime, tutte, ma ci voleva uno storico che potesse raccontare la vicenda senza strumentalizzarne il significato – dicono dal Collettivo Controvento –. Se avessero invitato un titino, avremmo comunque manifestato: bisogna insegnare ai ragazzi il significato di questa tragedia in modo apartitico e senza inclinazioni o propaganda».

La replica della Preside

A rispondere alle accuse lanciate dai ragazzi (appoggiati anche da alcuni esponenti politici come Rosella Blumetti di Rifondazione Comunista che era al loro fianco a manifestare), c’è la dirigente del Vico, Silvia Bassi, che vuole «allontanare queste visioni antidemocratiche e ricche di pregiudizi. Sono la prima antifascista e lo dico anche io: il Vico deve essere antifascista, ma anche anti totalitarismi. I ragazzi devono difendere le proprie idee e protestare, ma almeno dopo aver partecipato, dopo aver preso visione di quello che un testimone dell’epoca può raccontare».

La voce dell’assessore Raimondo

Dello stesso parere l’assessore di Fratelli d’Italia Fabio Raimondo che difende «la pluralità di pensiero. Ricordo quando frequentavo lo stesso liceo e nei libri di scuola non c’era una pagina, una riga, sulla tragedia delle foibe. Eravamo stati noi ragazzi a distribuire una pagina da inserire nei volumi di storia. Oggi, rivivere quegli anni dolorosi, per bocca di un esule istriano, è stato commovente. Anche i ragazzi erano interessati e hanno ascoltato in silenzio i racconti. Un silenzio e rispetto mancato da tutti i gruppi che hanno contestato l’evento. Ringrazio la preside che ha offerto ai suoi studenti l’occasione di approfondire il tema».

Protesta al Liceo Vico

Blumetti difende la protesta

Un tema che andava approfondito con esperti di storia imparziali, secondo Blumetti, e soprattutto andava «condiviso con l’intero consiglio, prima di prendere una decisione simile. Io, da presidente del consiglio scolastico, mi sono dissociata dall’iniziativa. Studiare correttamente la storia dovrebbe essere un sano antidoto affinché odio e violenza non si ripetano mai più».

Parla il “sindaco” di Pola in esilio

Anche il “sindaco” di Pola in esilio ha voluto dire la sua: dopo il video che mostrava le immagini cruenti e drammatiche della tragedia, ci ha tenuto a sottolineare che «accostarci a movimenti ed espressioni fasciste è offensivo. Un’accusa che si basa sul nulla: noi siamo stati gli unici a tendere una mano agli esuli, ed è solo di questo che vogliamo parlare».

Francesca Grillo

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