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Parte il Progetto di innovazione sociale, una casa a chi è in difficoltà

A promuoverlo l’assessore al Welfare Rosa Palone insieme alle cooperative La Cordata e Genera.

progetto di innovazione sociale

Parte il progetto di innovazione sociale, una casa a chi è in difficoltà.

Parte il progetto di innovazione sociale, una casa a chi è in difficoltà

BUCCINASCO – Si chiama “progetto di innovazione sociale”, ma per spiegarlo si possono usare anche altre parole: sostegno, miglioramento delle proprie condizioni, recupero dell’autonomia, accoglienza, fragilità, aiuto. Sette appartamenti messi a disposizione dal Comune, alcuni strappati alla ‘ndrangheta, per “accompagnare e sostenere famiglie e anziani , insieme al Terzo Settore, creare percorsi efficaci per migliorare le condizioni dei nuclei famigliari e recuperare l’autonomia”, spiegano dall’Amministrazione.

Insieme a due cooperative

Un progetto messo in campo insieme alle cooperative La Cordata e Genera che si snoda su tre percorsi. Il primo: offrire un tetto, per un periodo di tempo, a famiglie che pur percependo reddito faticano a trovare una casa (in affitto o vendita) e non hanno i requisiti per fare richiesta di un alloggio popolare. Secondo percorso: dare una mano a chi è stato sfrattato, è in graduatoria per una casa popolare e non ha un altro posto dove andare. Il terzo, quello che davvero dà una spinta nuova alla progettazione sociale, è il co-housing di persone anziane autosufficienti. Quattro anziani in un unico appartamento, autonomi, ma che hanno bisogno di vivere in un ambiente controllato e protetto. Come? Grazie alla figura del Custode Sociale, che offre il proprio aiuto anche alle famiglie fragili.

L’assessore Palone

A promuovere e a credere fortemente in questo progetto, l’assessore al Welfare Rosa Palone: “Cerchiamo, per la prima volta, di colmare le difficoltà di una nuova categoria di fragilità: anche chi non ha i requisiti per accedere alla casa popolare, potrà contare sull’aiuto del Comune per un alloggio temporaneo con un percorso verso il recupero dell’autonomia”. Palone usa parole importanti: “Prendiamo per mano la famiglia, in modo che possa tornare a camminare con le proprie gambe”. Niente assistenzialismo, ma orientamento sociale e accompagnamento socio educativo.

Case strappate alla criminalità

Nota di valore per la destinazione e l’uso davvero sociale e utile che hanno, in questo modo, i beni confiscati alle cosche della ‘ndrangheta che abitavano (e abitano) il territorio: da luoghi di criminalità a posti sicuri, di aiuto e accoglienza. Un altro appartamento strappato alla ‘ndrangheta sarà destinato al progetto Dopo di noi, dedicato a giovani adulti con disabilità che potranno sperimentare percorsi di autonomia e indipendenza dai genitori. In programma anche un’Agenzia dell’Abitare, cioè un’agenzia immobiliare dedicata al sociale che supporterà i proprietari che vogliono mettere a disposizione dell’importante progetto i propri alloggi.

Francesca Grillo

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