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Piattaforma per l’elisoccorso: “Humanitas rinviata a giudizio”

La lunga battaglia dell’Associazione Parco Sud fino all'esposto in Procura.

piattaforma per l'elisoccorso

Piattaforma per l’elisoccorso: “Humanitas rinviata a giudizio”.

Piattaforma per l’elisoccorso: “Humanitas rinviata a giudizio”

ROZZANO – “Humanitas rinviata a giudizio per l’elisoccorso, per aver distrutto un boschetto ricorrendo anche a false attestazioni”.

Il post dell’Associazione Parco Sud

Inizia così il lungo post pubblicato dall’Associazione Parco Sud, la rete che tutela l’enorme spazio verde del Sud Milano. “Ne avevamo iniziato a parlare due anni e mezzo fa, facendo venire alla luce il progetto di Humanitas, ospedale privato di Rozzano, di spostare la piattaforma per l’elisoccorso in pieno Parco Sud – scrivono dall’associazione –. L’incongruenza era palese: per risanare la costruzione di due parcheggi in Parco Sud, effettuata senza attendere le necessarie autorizzazioni, l’ospedale nel 2012 aveva realizzato – sempre in area protetta – un parco comunale lungo il corso della Roggia Corio. Cinque anni dopo, decideva di riprendersi una parte dell’area ceduta per realizzare la pista di atterraggio di elicotteri, tagliando in due un parco piccolo ma ricco, con circa 400 alberi distribuiti in 3 boschetti, ricco di specie autoctone: un mosaico di habitat, dove si contano 72 specie di uccelli, di cui 60 nidificanti”.

Muri di silenzio

Ed ecco i passaggi: “Insieme a Legambiente Lombardia avevamo provato la via della ragionevolezza, trovando muri di silenzio da parte dell’ospedale, del Comune di Rozzano e dell’Ente Parco Sud. Solo dopo ci siamo rivolti ai Forestali del corpo dei carabinieri con un esposto. Esposto andato a buon fine, con il rinvio a giudizio in questi giorni del presidente di Humanitas Luciano Ravera e del direttore dei lavori Maurice Kanah”. L’associazione aveva proposto di realizzare la piattaforma sul tetto del nuovo edificio. “Al muro di silenzio della struttura sanitaria, si sono aggiunti quelli degli enti preposti ai controlli – proseguono –.

Il Comune: l’area è privata, non possiamo intervenire

Il Comune di Rozzano ci aveva prima dilazionato i tempi di accesso agli atti, poi aveva permesso di vederli solo a un consigliere di opposizione e, ultimo dei paradossi, l’allora sindaca Barbara Agogliati ci aveva risposto indirettamente, dichiarando che “L’Amministrazione non aveva voce in capitolo in quanto l’area è privata e l’Ente Parco Sud ha dato parere favorevole”. Uno scaricabarile in piena regola, visto che l’autorizzazione e tutti gli aspetti tecnici annessi – sicurezza compresa – spettano proprio al Comune”. Un silenzio che per i volontari ha caratterizzato anche “la direzione del Parco Sud, nonostante le sollecitazioni di Paolo Lozza, rappresentate nel Direttivo dell’Ente indicato dalle associazioni ambientaliste”.

L’esposto in Procura va a buon fine

E poi l’epilogo: “Dopo due mesi di inutili attese, l’Associazione per il Parco Sud Milano e Legambiente Lombardia si sono rivolte alla magistratura, con un esposto presentato al comando regionale dei carabinieri Forestali. Dieci giorni fa il sostituto procuratore Luca Poniz ha citato in giudizio Ravera e Kana, con il capo d’accusa di aver distrutto l’area boscata con la piazzola e strade annesse. Ciò in palese assenza di autorizzazione paesistica e forestale e con il contorno di attestazioni e dichiarazioni false in atti pubblici. L’udienza è stata fissata il 19 settembre prossimo e la nostra associazione è stata riconosciuta tra le parti offese”.

Un caso simile a San Donato Milanese

L’Associazione attacca Humanitas che sostiene, al contrario, di non aver commesso nessun illecito. “Negli stessi mesi, c’era stata un’esperienza simile con l’ospedale privato di San Donato Milanese, che voleva realizzare nuovi parcheggi in aree comprese nel Parco Agricolo Sud Milano. In questo caso, il Comune è stato capace di tornare sui suoi passi, aiutando altresì l’azienda a trovare una soluzione alternativa. Evitando così figuracce e salvaguardando il territorio e i propri cittadini”, spiegano dall’Associazione che mette in evidenza un ultimo punto: “La nuova pista di atterraggio dell’elisoccorso di Humanitas è stata velocemente ultimata ma, strano a dirsi, non è ancora funzionante. È ancora la piazzola vecchia che sopperisce alle necessità. E allora, perché questa dissennata fretta?”.

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