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Lavoro: nei servizi le donne battono gli uomini

È quanto emerge dall’ultima indagine eseguita da PoliS-Lombardia sull’occupazione femminile e maschile nelle imprese con più di 100 dipendenti in Lombardia.

le donne battono gli uomini

Lavoro: nei servizi le donne battono gli uomini.

Lavoro: nei servizi le donne battono gli uomini

Il gap di retribuzione media annua tra uomini e donne nel biennio 2015-2017 era del 18,2% nelle circa 3.000 aziende sopra i 100 dipendenti. Se da una parte il numero di donne lavoratrici è inferiore a quello degli uomini, dall’altra il divario salariale e di trattamento a ogni livello è ancora molto evidente. Dal rapporto 2018 di PoliS- Lombardia presentato nei giorni scorsi a palazzo Pirelli dalla Consigliera di parità di Regione, infatti, emerge che “All’interno delle imprese, il divario di genere si può sostanzialmente riassumere in una minore presenza femminile, una maggiore difficoltà per le donne ad accedere a livelli contrattuali o qualifiche professionali superiori più remunerative, nonché ad ottenere credibilità anche al fine di raggiungere ruoli di leadership”.

La ricerca su 2.953 aziende

Nella ricerca, sono stati raccolti dati estrapolati da quanto rilevato, al 31 dicembre 2017, dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sulla base delle informazioni obbligatorie fornite da 2.953 aziende lombarde, il 54% delle quali operano a Milano. Sono invece 318 quelle di Brescia, 303 di Bergamo, 151 di Monza e Brianza, 138 di Varese. Il 54,9% del totale, quindi 1.620, opera nel settore dei servizi, mentre il 44,9% (1.326) in quello dell’industria. Solo 7 in quello agricolo.

La quota femminile al 44,8%

Su oltre 1,5 milioni di occupati in Lombardia, la quota femminile era, alla fine del 2017, il 44,8%. “La loro presenza – si legge nel rapporto – è inferiore a quella maschile in maniera piuttosto omogenea sul territorio: solo nelle province di Pavia, Lodi e Mantova si assiste a una prevalenza femminile (rispettivamente 58,1%, 52% e 51,2%)”. È nel settore servizi, dove nel 2017 risultavano impiegati oltre 1,1 milioni di lavoratori, che le donne superano, con il 52,5%, gli uomini.

La differenza di salario

La retribuzione lorda media per addetto nelle imprese in Lombardia con oltre 100 dipendenti risulta pari a 39.684 euro annui. Per gli uomini tale importo sale a 43.210 euro e per le donne è di 35.704. I salari più elevati si registrano nei settori industriali. I salari più bassi riguardano i servizi sociali e personali. In agricoltura si misura il divario relativo di genere più elevato tra i dipendenti. “Nel complesso, a parità di appartenenza alla stessa categoria professionale – si legge nel rapporto – a imprese dello stesso settore di attività e dislocate nella stessa provincia lombarda, essere dipendente donna è, in termini di retribuzione annua media per il 2017, ‘svantaggioso’ del 18,2% circa rispetto all’essere dipendente uomo”. In generale, tale gap, per individui appartenenti allo stesso settore di attività economica, diminuisce al crescere del livello di qualifica professionale posseduto. Nel settore industriale il differenziale nella categoria operai è del 26,6% e diventa il 13,2% tra i quadri.

A Milano si guadagna di più

“Leggendo l’informazione sulla localizzazione provinciale – precisa il rapporto di PoliS-Lombardia – emerge, in termini salariali maschili, il primato di Milano (44.586 euro lordi annui), seguita da
Lecco (44.432 euro) e Varese (43.542 euro); in coda Sondrio e Pavia, rispettivamente con 35.314 e 34.912 euro. Tra le donne è ancora Milano la provincia con retribuzioni più alte (38.531 euro), seguita da Monza e Brianza (35.315 euro) e Cremona (33.780 euro); ultime di nuovo le imprese residenti nelle province di Pavia e Sondrio (28.434 e 26.834 euro)”. I differenziali salariali relativi più consistenti, e ancora penalizzanti per le donne, si misurano per le province con sede legale a Brescia e Lecco, entro i cui territori il gap è rispettivamente del 28% e del 24,7%; Milano risulta la provincia più virtuosa con un differenziale retributivo del 13,6%.

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