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Mamma licenziata da Ikea | Sindacati: Continueremo a lottare

Stamattina, alla Camera del Lavoro di Milano, Marco Beretta, segretario generale Filcams Cgil Milano, Maurizio Borali, avvocato di Marica, e Massimo Bonini, segretario generale della Camera del Lavoro di Milano, hanno ribadito che la battaglia non finisce qui.

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Mamma licenziata da Ikea | Sindacati: Continueremo a lottare.

Mamma licenziata da Ikea | I sindacati: Continueremo a lottare

CORSICO – “Andremo avanti. Presenteremo al giudice opposizione, se necessario ci rivolgeremo anche alla Corte d’Appello. Non finisce qui”. Lo ha promesso Maurizio Borali, il legale di Marica Ricutti, la mamma 40enne licenziata lo scorso novembre da Ikea perché non rispettava i turni di lavoro e per “comportamenti di grave insubordinazione”.

Le ragioni della mamma

La mamma aveva spiegato che con il cambio dei turni non poteva occuparsi della sua famiglia e dei suoi bambini, in particolare del piccolo che aveva bisogno di terapie per una disabilità. Il giudice di Milano ha rigettato il ricorso al licenziamento, validando il provvedimento del colosso svedese. Stamattina, alla Camera del Lavoro di Milano, Marco Beretta, segretario generale Filcams Cgil Milano, Maurizio Borali, avvocato di Marica, e Massimo Bonini, segretario generale della Camera del Lavoro di Milano, hanno ribadito che la battaglia non finisce qui.

Le parole dei sindacati

“Siamo sbalorditi dall’esito della sentenza che rispettiamo ma non condividiamo. Il giudice non ha tenuto in considerazione i problemi di una mamma che per 18 anni ha lavorato all’interno dell’azienda”, ha dichiarato Beretta. “Quello di Marica è un caso simbolo di tanti altri silenziosi – ha aggiunto Bonini –. Qui si discute una politica aziendale in cui i turni sono assegnati con un algoritmo, senza tenere conto dell’aspetto umano”.

L’avvocato presenterà l’opposizione

Marica, ancora senza lavoro, “non sta bene, ma è determinata e convinta a continuare”, assicura Beretta. Ora, la palla passa all’avvocato che presenterà l’opposizione, “integrandola con altri elementi in risposta alla valutazione sommaria del giudice – spiega Borali –. Riteniamo che la vicenda non sia stata ricostruita nel modo più completo.

Il giudice ha preso in considerazione solo le testimonianze delle due responsabili di Marica e non quelle di altri colleghi. Metteremo tutto in luce, sperando che il giudice possa rivalutare la questione. Altrimenti, si andrà in Corte d’Appello”.

Francesca Grillo

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