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Lotta al cancro, il professor Mantovani di Humanitas premiato a New York

Una ricompensa anche per tutti le persone, in particolare i giovani, che hanno lavorato accanto a me in questi anni.

lotta al cancro

Lotta al cancro, il professor Mantovani di Humanitas premiato a New York.

Lotta al cancro, il professor Mantovani di Humanitas premiato a New York

ROZZANO – Vola a New York Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University, per ricevere il premio AICF, The American-Italian Cancer Foundation, per l’eccellenza scientifica in medicina.

Il premio

Un riconoscimento nato alla fine degli anni Ottanta, assegnato annualmente a medici e ricercatori di tutto il mondo che si sono resi protagonisti nel panorama della ricerca scientifica, nella biologia, nella prevenzione, nella diagnosi e nel trattamento del cancro. Rita Levi Montalcini, Umberto Veronesi, Gianni Bonadonna e statunitensi come Bert Vogelstein e Peter Vogt hanno ricevuto il riconoscimento che ora andrà a sottolineare l’impegno del direttore di Humanitas (è la seconda volta che il premio, di regola assegnato a oncologi molecolari, viene attribuito a un immunologo).

Il rapporto tra infiammazione e cancro

“La ricerca per sconfiggere il cancro sta continuando a progredire, e con questo studio abbiamo una nuova importante conferma che ci deve spronare ad andare avanti” commenta il prof. Mantovani, che riceve il premio AICF per aver contribuito a svelare, grazie ai suoi studi sull’immunità innata, il rapporto tra infiammazione e cancro, e in particolare per aver dimostrato che i macrofagi, cellule del sistema immunitario presenti nel tumore, anziché difenderci come dovrebbero si comportano come “poliziotti corrotti”, aiutando la malattia a crescere indisturbata.

Le parole del Prof. Mantovani

Mantovani, lo scienziato italiano più citato nella letteratura scientifica internazionale, si è detto “onorato di ricevere questo premio. Mi piace pensare che, al di là del fatto che riconosca il mio contributo al progresso delle conoscenze e della cura del cancro, sia una ricompensa anche per tutti le persone, in particolare i giovani, che hanno lavorato accanto a me in questi anni. E, più in generale, sia un riconoscimento per il contributo dell’immunologia italiana alla lotta contro il cancro”.

FG

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