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Inaugurati I Giardini della Costituzione, la nuova storia di Cesano FOTO e VIDEO

La storia di Cesano l’hanno raccontata tutti il 2 giugno: dal sindaco Negri al partigiano Smuraglia, al Maresciallo Scarpitta.

giardini della costituzione

Inaugurati I Giardini della Costituzione, la nuova storia di Cesano.

Inaugurati I Giardini della Costituzione, la nuova storia di Cesano

CESANO BOSCONE – “Il primo nemico della storia è il tempo. Un tempo che passa e affievolisce i ricordi. Li rende meno chiari, destinati a sparire”. Nel racconto di quello che è successo il 2 giugno a Cesano troverete spesso, ripetuta, la parola “storia”. Carlo Smuraglia compie 95 anni ad agosto. Nella sua mente, i ricordi della Resistenza non sono svaniti. Impossibile, perché “per renderli vivi, bisogna continuare a parlarne, riportare alla memoria quello che è stato”, ha detto il presidente nazionale di Anpi.

Ricordi che diventano simboli. Simboli per ricordare.

Smuraglia gli elmetti, le canne dei fucili, i cespugli dove nascondersi dai nazisti li ricorda ancora uno per uno. Ha trasmesso la stessa emozione degli anni della guerra a chi c’era il 2 giugno, quando il sindaco Simone Negri ha tagliato il nastro dei giardini che hanno dato nuovo volto alla vecchia area parcheggio tra la Sacra Famiglia e il Municipio.

Le parole del sindaco Negri

“Un luogo pensato come collegamento tra due poli così importanti e storici per la nostra città. Abbiamo l’esigenza di ricucire il paese, una saldatura sociale della comunità”, ha detto il sindaco nel suo discorso, parlando ancora di storia della città. Si è rivolto ai suoi cittadini, ai tanti bambini che hanno aspettato di cantare per portare, anche loro, il contributo all’evento. Alle autorità, ai parroci, ai rappresentanti dell’Istituto Sacra Famiglia (don Marco Bove, al fianco del primo cittadino).

L’omaggio a Pietro Scarpitta

Alle forze dell’ordine, intervenute per rendere omaggio a un carabiniere che ha passato la vita a Cesano e che ora ne sarà cittadino onorario. Un pezzo (ancora) di storia della città. Pietro Scarpitta per 36 anni ha vestito l’uniforme dell’Arma con determinazione e impegno. Il maresciallo, ora in pensione, che conosceva i “suoi” territori come le sue tasche e su questi luoghi difficili, penetrati dalle mafie, ha portato lavoro serio e dignità. Commosso, ha ritirato i riconoscimenti e i regali degli ospiti della Sacra Famiglia che hanno realizzato per lui dei ricordi.

Un abbraccio da tutti i cesanesi (e oltre) che voleva dire grazie. Un ringraziamento che Scarpitta ha girato a tutti coloro che gli hanno reso omaggio, dai comandanti delle stazioni, alle istituzioni, ai cittadini. Ma soprattutto al centinaio di carabinieri che hanno lavorato al suo fianco “per combattere, insieme, per verità e legalità. Senza di loro non saremmo qui”, ha detto con la sua voce ferma ma rotta dall’emozione.

I nuovi Giardini

I Giardini della Costituzione hanno una faccia tutta nuova. Dietro il disegno c’è il solito architetto Roberto Biffi che con le sue idee ha reso più bella Cesano. Anche i giardini sono belli. E funzionali: i bambini hanno i loro spazi, i ragazzi anche, persino i cani con l’area a loro dedicata. Nel vialetto, ben visibile, ben esposto (e sotto l’occhio delle telecamere, come tutta l’area), c’è il monumento alla Resistenza, grande assente a Cesano, realizzato dall’artista pavese Antonio De Paoli che è riuscito a rappresentare quello di cui parlava Smuraglia, una “Resistenza che ha portato al miracolo laico della Costituzione”, citando le parole della partigiana Tina Anselmi: “Odiavamo la morte, odiavamo le armi, ma eravamo pronte a impugnarle per conquistare la vita”. Un altro pezzo di storia raccontata da chi c’era.

Il Giardino di Betty

Alla storia di decenni fa si è intrecciata quella recente, moderna. Quella raccontata da Nicolas Meletiou che ha inaugurato Il Giardino di Betty, un progetto che ha coinvolto gli studenti delle scuole cesanesi che hanno raccolto vecchie scarpe da ginnastica: con le suole, è stata realizzata la pavimentazione anti trauma dell’area giochi dei bambini (c’è anche un’altalena sicura per i bimbi disabili). La storia di Nicolas passa per l’amore per la moglie Elisabetta, scomparsa troppo presto per veder crescere un progetto di sport e solidarietà che le stava a cuore. “Lo faccio in sua memoria – ha commentato Nicolas –, per portare avanti quello in cui credeva. Lo faccio per un amore infinito”.

Un nuovo “seme” per Cesano

La storia di Cesano, insomma, l’hanno raccontata tutti il 2 giugno. E i cesanesi erano lì, testimoni del cambiamento che affonda le radici nel passato, con la voglia di guardare avanti e parlare declinati al futuro. Cesano è più bella (almeno lì), con nuovi spazi e nuovi simboli dove portare gli studenti per far andare avanti la storia, per consegnare un testimone tricolore e far crescere il seme piantato da Smuraglia. E lottare contro il pericolo che la storia si scolori senza il ricordo di ciò che è stato. Dal 2 giugno a Cesano si fa una nuova storia.

Francesca Grillo

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