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Ciao Folco, pilastro dei documentari sul mare

Vorrei potessero arrivarti le mie parole per darti una vaga idea di ciò che sei stato per noi appassionati naturalisti, viaggiatori, ricercatori e lettori

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Ciao Folco, pilastro dei documentari sul mare.

Ciao Folco, pilastro dei documentari sul mare

Caro Folco,

di te mi restano una mail di complimenti ed un mucchio di articoli, libri, immagini sparse dei tuoi documentari e la tua pacata, rassicurante voce.

Vorrei potessero arrivarti le mie parole per darti una vaga idea di ciò che sei stato per noi appassionati naturalisti, amatori o professionisti, etologi e viaggiatori, ricercatori o lettori.

Sei stato un pilastro portante del mondo dei documentari, un faro nel mare, il tuo amato mare, per chiunque vivesse di passione per viaggi e natura.

A 6 anni, in prima elementare, ci chiesero in un breve tema di parlare dei nostri idoli ed io scrissi qualche nome, Falcone, Borsellino, Che Guevara, Mainardi, Celli e Quilici.

Lo so, ero una bambina anomala.

Chiamarono persino i miei genitori per chiedere che problemi avessi, a 6 anni, per non citare personaggi tv o cartoni animati. E li guardavo eh, non ero fuori dal mondo, ma le mie passioni erano già scritte.

E la tua voce mi ha accompagnato per trent’anni, ispirando i miei sogni, i miei articoli, i miei studi.

E cerco di renderti omaggio, raccontandoti ai nostri lettori, perché forse non tutti ti conoscono, anche se non basterebbero tutte le pagine di questo settimanale per narrare le tue avventure.

DA “FRATELLO MARE” A “OCEANO”

Folco è stato il più grande documentarista italiano, un abile scrittore, un ricercatore insaziabile e un instancabile viaggiatore per piu di sessant’anni.

Bisogna fare un salto negli anni Cinquanta per vedere nascere il suo lavoro, inizialmente con riprese amatoriali e poi con riprese sottomarine in mare.

Ed è proprio il mare la sua casa, il luogo dove preferisce vivere e registrare, qui nascono i suoi lavori migliori, ma vorrei citare “Fratello Mare” e “Oceano”, i miei preferiti.

Ma, sebbene fosse il mare aperto il suo habitat, grandi opere le ha fatte anche sulla terraferma o a bordo di un elicottero, dove ha girato dal 1965 in poi, 14 episodi de “L’Italia vista dal Cielo”, che conquistò milioni di telespettatori.

Molti dei suoi documentari vinsero importanti premi nazionali ed internazionali, rendendolo celebre in tutto il mondo, nel 2006 infatti la rivista “Forbes” lo inserì tra le cento firme più influenti del Mondo.

Nel 1976 aiutò la troupe de “L’orca assassina” nelle riprese subacquee.

Moltissime le sue opere anche televisive, dagli anni Cinquanta fino a pochi anni fa, tra cui spicca su tutti la cura di “Geo” su Rai 3 per tutti gli anni Settanta e Ottanta.

Ma poi anche libri, riviste, raccolte in edicola e chi più ne ha più ne metta.

La sua firma era garanzia di qualità e nel 1983 il presidente Sandro Pertini gli conferì la medaglia d’oro per meriti culturali. Direi più che meritata.

Nel 2004 feci la mia tesina di maturità sui cani (avevate dubbi?) nonostante io frequentassi l’istituto tecnico per il turismo. “Il Novecento negli occhi di un cane” era una ricerca sugli animali, più specificatamente sui cani, utilizzati durante le due guerre.

DALLA PARTE DEGLI ANIMALI MARINI

Nel 2015 iniziai a pubblicare sulla nostra rubrica “Battiti Animali”, alcuni articoli sugli animali utilizzati in guerra e nello stesso anno Quilici diresse “Animali nella Grande Guerra”.

Ci sentimmo e scambiammo opinioni sull’argomento, mi fece i complimenti per gli articoli e per la tesina chiedendomi di poter inserire il mio nome nel libro, pubblicato l’anno seguente “Umili Eroi – Storia degli animali nella Grande guerra”.

Ora, so che voi state pensando che sono qui a tessere le mie lodi, ma questo confronto con il professore è stato per me il punto di soddisfazione più alto mai raggiunto fino ad ora nei miei anni di pubblicazioni e rileggo spesso quelle mail, che per me sono valse mille volte di più dello stipendio di anni di lavoro.

Se amate i documentari, non potete non conoscere Folco Quilici, se invece fino ad ora non sapevate chi fosse, vi invito a scoprire il suo lavoro tra libri, dvd e documentari in tv, ne riconoscerete sicuramente la voce.

Quilici è stato dalla parte degli animali marini per tutta la vita, documentando lo scempio della pesca a strascico e non condividendo le posizioni di coloro che hanno distrutto coste e fondali nazionali o internazionali.

Ed è per la sua posizione e per tutto il suo lavoro che gli dedichiamo questa pagina questa settimana, augurandoci che possa continuare i suoi viaggi ovunque sia.

Buon viaggio.

Susanna Canonico

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