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Disagi Aler, il sindaco Agogliati scrive al ministro Salvini

Cittadini costretti a sopportare situazioni di abusivismo e illegalità che si sentono esclusi.

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Disagi Aler, il sindaco Agogliati scrive al ministro Salvini.

Disagi Aler, il sindaco Agogliati scrive al ministro Salvini

ROZZANO – Una lettera aperta, indirizzata al Ministro dell’Interno Matteo Salvini, al prefetto di Milano, al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, al sindaco della Città metropolitana Giuseppe Sala e al questore Marcello Cardona.

Più attenzione verso i cittadini fuori dalle grandi città

Il sindaco del Pd Barbara Agogliati desidera “portare alla vostra attenzione le problematiche del mio territorio ai temi del contrasto all’abusivismo che affronterete domani, in occasione della convocazione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica”, scrive Agogliati, sottolineando che si tratta di “temi cruciali per la città che amministro come sindaco e non nascondo la mia perplessità sulla permanente mancanza di attenzione rispetto a quello che succede al di fuori delle grandi città e che comunque riguarda milioni di altri cittadini”.

La più grande concentrazione di case popolari in Italia

Il sindaco pone l’attenzione su tutti i suoi cittadini, ma in particolare sulla metà dei residenti rozzanesi che abita in alloggi Aler, la più grande concentrazione di case popolari di tutta Italia. Cittadini costretti a sopportare situazioni di abusivismo e illegalità, sottolinea il primo cittadino che mette in evidenza come il Comune intervenga “con le proprie forze e competenze, ma senza poter trovare quelle soluzioni definitive che soltanto una fattiva collaborazione di Aler, Regione e forze dell’ordine-Ministero dell’Interno possono garantire. Questi cittadini si sentono esclusi”.

Vi parlerei di come fa sul serio un sindaco di periferia

Agogliati attacca anche la Regione, colpevole di “aver abbandonato i quartieri popolari al loro destino di disfacimento. Se fossi lì con voi, alla convocazione del Comitato, vi chiederei di avviare alcune semplicissime azioni: assegnare le risorse per sistemare tutti gli appartamenti vuoti che non possono essere consegnati alle tante famiglie, di cui la maggior parte italiane, in attesa di assegnazione. Modificare l’inapplicabile e inefficace legge della Regione Lombardia sull’edilizia popolare. Vi parlerei di come fa sul serio un sindaco di periferia sulla lotta all’abusivismo, visto che dopo aver sfrattato una famiglia abusiva comunque ha anche l’onere di studiare un’alternativa per il disagio sociale che questo crea. Ecco perché – conclude Agogliati – l’assenza dei sindaci di periferia alla riunione rischia di trasformare un’occasione preziosa per cambiare le cose in una sterile passerella politica”.

FG

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